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Lì due mesi fa un finanziere annegò per salvare il suo cane

Nenllo stesso canale dove ieri è morto il piccolo Alessandro Alisei, annegò anche Piero Alberti

Lì due mesi fa un finanziere annegò per salvare il suo cane

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In quello stesso canale dove ieri è morto il piccolo Alessandro Alisei, cento metri più avanti, annegò un’altra persona la notte di ferragosto, neanche due mesi fa. Piero Alberti, finanziere di 50 anni, scivolò in acqua nel tentativo di salvare il suo cane finito in un fossato profondo un metro e mezzo.

Il militare era uscito in mattinata con il suo setter. Si sarebbe dovuto incontrare con un amico subito dopo la passeggiata e proprio l’uomo, non vedendolo arrivare, chiamò i colleghi della Guardia di Finanza e della Protezione civile «Nuovo Domani» di Fiumicino, dando il via alle ricerche.

Solo dieci ore più tardi, grazie all'aiuto delle torce e al fiuto di un cane della polizia nella zona vicina al fosso, venne ritrovato il corpo del cinquantenne in un punto dove il canale si restringe per ricollegarsi ad un altro. Le celle del telefono si erano agganciate in via Tre Denari, a Maccarese, dove poi, sul terreno ai lati del canale, vennero trovate le tracce della scivolata. Poco più in là, immobile e mai allontanatosi dal punto in cui il padrone era scivolato, il cane della vittima, rimasto lungo il bordo del canale.

Inutile il lavoro senza sosta della guardia di finanza, della protezione civile, dei poliziotti e dei vigili urbani, dei carabinieri di Fregene, della Croce Rossa e dei sommozzatori dei vigili del fuoco: quando il corpo di Piero Alberti venne ripescato dall'acqua, non c'era ormai più niente da fare.

Una prima ricostruzione della dinamica fatta dal medico legale parlò di una caduta talmente violenta da avergli fatto sbattere la testa causando la perdita dei sensi e, quindi, l'annegamento.

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