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FIUMICINO

Undicenne trovato morto nel canale

Undicenne trovato morto nel canale

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«Aiutatemi! Non trovo Alessandro, Aiuto!». Sono le 15,30 di ieri pomeriggio quando le urla di una Maria Bongo risuonano in via di Campo Salino. Non trova suo nipote, l’anziana. È disperata, quando in ciabatte si precipita nella stradina sotto casa delimitata da uno dei tanti canali di irrigazione presenti a Maccarese.

Alessandro Alisei, undici anni, era stato portato a casa sua e del marito Gino Righetti come ogni giorno dalla figlia 42enne Simona. Uscito dalla scuola di Fregene, dove frequentava la prima media, ha pranzato con i nonni e si è allontanato da solo poco dopo. Forse per raggiungere degli amichetti, forse per giocare a pallone prima di cominciare i compiti. Quando la nonna si accorge che non è in cortile, lo chiama più volte. Chiede aiuto a tutti, ai vicini, alle educatrici dell’asilo nido nella via, a chiunque di passaggio.

2001N_A_1475519512457_TRATTATA_WEBIl corpo di Alessandro viene trovato pochi minuti dopo, nel canale dove un poliziotto di Ostia che era andato a prendere la figlioletta al nido, pensa di guardare per primo. L’acqua è molto alta e il corpo del bimbo è a galla, ormai inerme. L’agente, insieme a un altro papà, si precipita giù facendosi largo tra la vegetazione. Le sponde in cemento, ricoperte di fango, non rendono facile l’operazione di recupero. A fatica i due uomini riescono a portare Alessandro in strada. Ha la bocca e il naso sporchi di sangue, sul corpo ha diverse escoriazioni. Due educatrici dell’asilo «L’Isola che non c’è» gli praticano il primo soccorso: «Abbiamo provato - spiegano Alessandra Bella e Luigina Petruzzella -, ma non dava già più segni di vita. Il 118 è arrivato subito, ma non c’è stato niente da fare».

Sul posto gli agenti del commissariato di Fiumicino, impegnati nelle indagini insieme al pm di turno della Procura di Civitavecchia, la dottoressa D’Amore. Al momento non è esclusa alcuna pista, sebbene non siano stati trovati segni particolari di violenza che aprano con certezza scenari ben peggiori della semplice tragedia. L’autopsia, che sarà effettuata già oggi all’istituto di medicina legale del Verano, chiarirà definitivamente la dinamica ancora avvolta nel mistero. Gli inquirenti hanno sentito il papà del piccolo, al momento disoccupato, la mamma, che fa le pulizie presso alcune famiglie di zona, il nonno e la nonna, forse gli ultimi a vederlo vivo, e alcune persone vicine alla famiglia. Al vaglio ci sono le abitudini di vita di Alessandro, la situazione familiare, descritta da alcuni vicini come «complicata», e possibili conflitti che avrebbero creato una situazione ultimamente tesa.

Il nonno, sul quale qualcuno tra i presenti in strada ieri pomeriggio ha puntato il dito contro, si è chiuso in casa mentre la moglie e la figlia erano incollate al corpicino di Alessandro ancora sul ciglio del canale. «Conosco bene il nonno (Gino n.d.r.) - ha raccontato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino -. Da ragazzi lavoravamo insieme al vivaio di Maccarese. Una tragedia, purtroppo inevitabile. A Maccarese ci sono canali ovunque, di scolo o di irrigazione come questo. Tempo fa è morta un’altra persona per salvare il cane. Il fango che ricopre le sponde rende difficile la risalita in caso di caduta accidentale».

Distrutta dal dolore, sorretta da un’amica, la zia dell’undicenne. Avvolta in una coperta e accovacciata sul ciglio della strada, parla a fatica: «Siamo sconvolti - sussurra Rosa prima di rifugiarsi nell’asilo -, era un bambino dolcissimo e bello come il sole. La nostra luce, e ora non c’è più». Alessandro, occhi blu e sempre sorridente, era tifosissimo della Roma. Legatissimo alla mamma, era conosciuto nella stradina dove abitano i nonni per essere una «tempesta», come lo descrivono alcuni anziani. «Non uno di quei bambini fissati con la playstation o i telefonini - ricorda Lucia -. Stava sempre in strada a giocare con gli altri coetanei. Sereno, gioioso, felicemente scalmanato. Ieri però è stato visto uscire da solo, è probabile che al canale sia arrivato dal retro delle palazzine dove vivono i nonni e da dove passa lo stesso corso d’acqua che arriva fino al punto in cui è stato trovato».

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