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«Agli italiani l’assegno che danno ai profughi»

La battaglia di Sala: «Vogliamo pari trattamento»

«Agli italiani l’assegno che danno ai profughi»

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«Neanche morto firmo quell'accordo. E se sarò costretto, modificherò la Statuto e porterò i cittadini del mio comune a votare in un referendum se vogliono tre migranti ogni mille abitanti oppure no». A parlare, in questa intervista a Il Tempo è Fabrizio Sala, sindaco leghista di Telgate, comune della bergamasca, in Lombardia, che nel luglio 2015, più di un anno fa, con una lettera scritta ai suoi cittadini li invitava «a compilare» un modulo in modo da potersi lui «adoperare affinché lo Stato - si leggeva nel testo della lettera - si faccia carico delle tue necessità e chiedere al Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni». L'impegno di Sala, all'epoca, fu quello - con l'aiuto della Lega - di portare in Parlamento tutte le richieste scritte da italiani che gli arrivarono in quell'estate del 2015. 

 

 

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