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Chi si rivede!

Tornano gli smart glasses: realtà aumentata ma con stile

Il colosso Intel e la giovane Vuzix fanno rinascere le lenti smart

Chi si rivede! Tornano gli smart glasses: realtà aumentata ma con stile

Tutti pensavano che fossero già finiti nel cimitero delle idee tecnologiche fallite, abbattuti fra accuse di violazione della privacy e design antiestetico. E invece gli smart glasses stanno tornando, con i primi prototipi che non assomigliano più a improbabili occhiali futuristici e diversi rumor su un possibile ritorno dei Google Glass, dopo il disastroso lancio di qualche anno fa. Non manca poi qualche indizio su una discesa in campo di Samsung ed Apple, ma finora le certezze sono due e arrivano da Intel e Vuzix.

Dai microprocessori agli smart glasses il passo non è breve, almeno all’apparenza. Invece Intel con i suoi Vaunt sembra essere riuscita in una delle imprese più ardue: dare agli smart glasses un design simile a quello di un paio d’occhiali da vista, senza ammennicoli vari o forme stravaganti. Insomma, gli Intel Vaunt non imbarazzano chi li indossa, ma soprattutto promettono un’esperienza di realtà aumentata poco invadente, senza oggetti e informazioni che invadono il nostro campo visivo. Grazie a un piccolo proiettore laser 400 x 150 pixel, incorporato nella montatura, le immagini verranno riprodotte sulla lente in un’area periferica della visuale, che le rende invisibili quando si guarda davanti a sé. Ovviamente niente di pericoloso per la vista, assicurano gli sviluppatori Intel ai microfoni di The Verge. Le potenziali applicazioni sono tantissime: dal ricevere informazioni su luoghi d’interesse mentre si passeggia al tenere sott’occhio una ricetta mentre si cucina, il tutto gestibile muovendo il capo. Nel corso dell’anno Intel spedirà dei kit di sviluppo agli sviluppatori interessati.

Nella miriade di gadget presentati nelle fiere tecnologiche di inizio anno c’erano anche i Vuzix Blade della Vuzix, azienda specializzata in realtà virtuale e aumentata. Il loro approccio è più classico: le immagini sono al centro della lente e le applicazioni, che sono installate sullo smartphone in collegamento bluetooth, si gestiscono con un touchpad posto sulla montatura e con Alexa, l’assistente vocale di Amazon. Il design è meno elegante degli Intel Vaunt, ma i passi avanti sono evidenti. Qui torna anche la fotocamera frontale, che tanto ha fatto discutere sui Google Glass, con un sensore da 8 megapixel capace di girare video in 1080p, completa di microfono con noise cancelling. Anche i Vuzix Blade non sono ancora in vendita, ma al momento del lancio il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 700 dollari.

Poi c’è Google, che in realtà non ha mai completamente abbandonato il progetto Google Glass. Anzi, quest’estate l’ha rilanciato con una versione degli occhiali intelligenti dedicata alle aziende e ai professionisti. Forse sono le prove generali per una prossima versione del prodotto, ma servirà ancora qualche anno, almeno stando alle parole di Rick Osterloh, capo della divisione hardware di Google, riportate dal Telegraph: “Stiamo facendo tante ricerche, ma non annunceremo nulla nell’immediato”.

Tutto questo ritrovato interesse per gli smart glasses deve aver smosso qualcosa anche in casa Samsung e Apple. Da tempo entrambe le aziende lasciano intendere che in qualche dipartimento di ricerca si stanno già studiando soluzioni per rendere appetibile al grande pubblico gli smart glasses. Diversi sono anche i brevetti depositati. L’ultimo è quello di Apple riguardo un sistema catadiottrico formato da specchi e lenti simile a quello utilizzato su alcuni telescopi. Ma di recente anche Samsung si è mossa, registrando un logo che riprende la forma dell’occhio. Negli uffici dell’azienda coreana si parla di smart glasses e lenti a contatto con realtà aumentata già da qualche anno, quando fu depositato il brevetto per Samsung Gear Blink. Forse è arrivato il momento di accelerare lo sviluppo.

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