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Uber fa dietrofront, adesso gli autisti possono ricevere le mance

Uber, il servizio per ora è salvo: tribunale accoglie sospensiva

Dopo che per anni gli autisti Uber non hanno potuto ricevere mance dai passeggeri, ma solo una valutazione in stelle sull’app, finalmente è arrivato il loro momento: potranno incassarle. Per l'app, che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato, si tratta di una decisa inversione di tendenza che rientra nell'iniziativa "100 giorni di cambiamenti", che punta principalmente a migliorare le condizioni dei suoi autisti.

L'obiettivo è quello di frenare la fuga degli autisti che, secondo le statistiche di un recente studio, non durano nella società per più di un anno. A spingerli ad abbandonare sarebbe proprio il basso compenso ricevuto per il loro lavoro. Uber definisce la decisione ''la cosa giusta da fare" poiché anche Lyft - la più grande rivale dell'azienda - consente ai suoi autisti di incassare mance già dal 2012. Soddisfatta l'associazione dei tassisti di New York: ''È un'importante vittoria'', afferma il fondatore Jim Conigliaro. Le mance vengono già incassate a Seattle, Minneapolis e Houston ma nelle prossime settimane il servizio sarà attivato anche in altre città.

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