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Far Cry 3 Blood Dragon, un omaggio videoludico ai mitici anni '80

Più che un gioco un condensato di citazioni e ricordi di una decade ricca di eccessi e follia.

Far Cry 3 Blood Dragon, un omaggio videoludico ai mitici anni '80

Far Cry 3 Blood Dragon

Per rendere grande un videogioco servono idee altrettanto grandi e Ubisoft questa volta si è veramente superata.  Far Cry 3 Blood Dragon è un atto d'amore verso gli anni '80 e di coraggio in un universo di gioco sempre a caccia di novità ed innovazione. Spin-Off di quello che è senza ombra di dubbio uno fra i più apprezzati First Person Shooter del 2012, questo titolo in digital delivery per Xbox 360, Pc e Playstation 3 è la più piena e significativa celebrazione videoludica del decennio più stravagante del secolo scorso. Nella ricetta offerta da Ubisoft c'è tutto il necessario per rivivere quel periodo fantastico e irripetibile dove la fantascienza ha avuto il suo massimo slancio. Blood Dragoon è una sorta di scatola dei ricordi dove dentro c'è tutto l'occorrente per sognare: c'è il machismo di Stallone, Schwarzenegger e degli altri uomini veri tutto muscoli che affollano la cinematografia del genere; c'è l'essenza del futuro apocalittico, distillata dai tramonti viola di un secondo inverno atomico; c'è il disagio sociale, la consapevolezza della crisi, la distanza di due generazioni che si scontrano. Il buonismo, il lieto fine indispensabile come messaggio di speranza etica. Ci sono le sonorità degli Europe, i riff di Rocky 4, il culto per l'arte marziale orientale. Il gioco nasce come una pellicola ambientata nel 2007 vista dagli occhi di un regista degli anni '80 e il risultato è spaventosamente toccante, specialmente per chi ha vissuto quel periodo. Ma veniamo alla trama vera e propria: Rex “Power” Colt è uno dei nuovi Cyborg Mark IV nati per proteggere il mondo e la società, superstite di una guerra nucleare che ha raso al suolo città e speranze della Terra. Inviato su un'isola ad indagare sulle attività di una cellula di cyber-terroristi assieme al compagno Spider, scopre le oscure macchinazioni del disertore colonnello Sloan, il progenitore dei Cyborg Mark IV. La trama di Blood Dragon è come una pioggia di ricordi: bastano infatti pochi minuti e si viene letteralmente investiti da una quantità interminabile di frammenti, citazioni, frasi, sonorità del secolo passato. Come il tema musicale che imita quello di Terminator, l'elmetto in stile vecchio cartoon, i giuramenti di vendetta alla Commando, il training mountage alla Rocky IV e l'allenamento sul mare al tramonto alla Karate Kid. Il tema portante che regge questa struttura fatta di citazioni e rimandi è una sottile comicità di fondo, che invita a non prendersi mai troppo sul serio, mettendo in crisi i meccanismi stessi del videogame. Quando si tratta di rapportarsi con l'eredità degli “80's”, però, l'atteggiamento cambia: resta scherzoso, ma diventa addirittura celebrativo. E' un viaggio che schizza continuamente fra assurdità, esagerazioni, frasi fatte, istituzioni cinematografiche e momenti scolpiti a fuoco nella memoria di chi ha vissuto quegli anni. Insomma, dall'inizio esaltante fino all'esageratissimo assalto finale (sulle note di War, colonna sonora di Rocky IV) Blood Dragon non smette mai di emozionare chiunque abbia capito l'intima poesia dell'eroismo spicciolo, dell'amore macho e delle sinfonie di proiettili ed esplosioni che continuamente bombardano chi gioca.Per tutto quello che riguarda il gameplay l'impostazione di gioco è pressoché identica a quella di Far Cry 3, ma non manca qualche interessante novità: in primis un percorso di crescita che non tiene più conto dei diversi rami di abilità, ma di un unico livello che man mano che aumenta sblocca diverse skills. Inoltre, giocando nei panni di un cyborg si avrà a disposizione un occhio bionico in grado di marcare i nemici (in vero stile Terminator) e tutti i danni da caduta o derivati, vestendo i panni di un cyborg, saranno annullati, trasformando l'esperienza in qualcosa di decisamente più frenetico e che non cerca di tenere conto di leggi fisiche o affini. A questo si aggiunge un parco armi che seppur simile nella sostanza a quelle di Far Cry 3, muta nella forma adattandosi all'ambientazione futuristrica, proponendo fucili di precisione laser e pistole bioniche. Anche gli accessori variano solamente nel nome come ad esempio il C400 successore dell'ormai vetusto C4. Il titolo offre anche un impressionante "parco nemici": soldati semplici, cecchini, lanciafiamme e piromani sono solo alcuni dei tanti che si incontreranno proseguendo nell'avventura. A questo si aggiungo i Blood Dragon, dei dinosauri in grado di sparare raggi laser dagli occhi. La mappa, decisamente più contenuta di quella vista nel terzo capitolo della saga, ma comunque abbastanza grande e tutta da esplorare, risulta ricca anche di attività secondarie in grado di allungare la longevità del prodotto a circa 6-7 ore se giocato alla difficoltà media. Saranno presenti i classici presidi nemici, che una volta liberati, sbloccheranno il viaggio rapido in una determinata zona e una serie di missioni che, se portate a termine, renderanno acquistabili negli shop, sparsi sull'isola, nuovi potenziamenti per l'arsenale o vere e proprie armi inedite. Le missioni secondarie sono di due tipologie diverse: in "via del predatore" come accadeva in Far Cry 3 bisogna cacciare tipi di animali specifici che popolano l'isola (anch'essi appositamente modificati e resi al passo con la trama) oppure in "liberazione ostaggi", come dice la parola stessa, bisognerà cercare di salvare degli scienziati ostaggi della Omega Force. A tutto questo si aggiungono poi classici collezionabili sotto forma di VHS, televisori a tubo catodico e note da raccogliere dai cadaveri di alcuni scienziati. Insomma, durante la missione ci saranno diversi obiettivi da raggiungere nel caso in cui si voglia prendere una pausa dal salvare la terra e la popolazione mondiale dal perfido colonnello Sloan. Dal punto di vista grafico Blood Dragoon è un riadattamento con strutture, colori e personaggi del Far Cry 3 originale. Quindi esteicamente parlando si presenta davvero bene. Il titolo è completamente doppiato in italiano, ma i tanti riferimenti e le diverse battute non sarebbero stati tanto efficaci se non si fosse svolto un attento lavoro di traduzione. Ebbene, il tutto è stato trasposto alla perfezione nella nostra lingua, riportando frasi famose esattamente come erano state tradotte nei film originali oppure trasponendo scherzi intraducibili con frasi italiane diverse ma di effetto equivalente. In un gioco così profondamente radicato nel culto degli anni 80, non poteva mancare una colonna sonora all'altezza e quella di Far Cry 3 Blood Dragon, realizzata dagli australiani Power Glove, assolve alla grande lo scopo di immergere in quel tipo di atmosfera: musiche incredibili a metà tra il pop-rock e l'elettronica spinta. Sbucato fuori dal nulla, questo Far Cry 3 Blood Dragon si è rivelato un'esperienza unica e sorprendente, divertentissimo soprattutto per l'attitudine "altamente ironica" e le tante battute e citazioni dalla cultura anni 80 che si sommano ad un gameplay solido e già apprezzato in passato. Uniche pecche: la poca durata e l'assenza del multiplayer competitivo online, ma trattandosi di un arcade sono problemi su cui si può soprassedere. Insomma l'avventura di Rex "Power" Colt convince, piace e non scaricarla sarebbe veramente un crimine, specialmente se gli anni '80 si sono vissuti davvero.

 

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GIUDIZIO SINTETICO: 9,5

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