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LA DIETA DELL'ESTATE

Verdure contro l'afa

Se consumate crude conservano intatto il contenuto vitamico: sì alla frutta in spiaggia ma lavare la buccia prima di mangiarla

Verdure contro l'afa

Il calore estremo che ha colpito l’Italia in queste ultime settimane impone qualche attenzione in più anche ai fornelli: «È bene evitare le cotture prolungate e l’utilizzo eccessivo di grassi in cottura. Via libera alle verdure crude, invece, che conservano al massimo il contenuto vitaminico». Il consiglio arriva dallo chef Alessandro Circiello, presidente della Federazione italiana cuochi regione Lazio, esperto di salute e alimentazione e volto noto Rai, dove cura rubriche e programmi gastronomici. «In questo periodo è fondamentale assicurarsi il giusto apporto di vitamina C - ricorda Circiello - Per questo si possono consigliare insalate di verdure crude.

Ad esempio si possono combinare spinaci non cotti con basilico, zenzero, scorza di limone grattugiata, frutta secca e un pò di avocado, che è ricco di antiossidanti. Oppure si può fare un’insalata di peperoni, gialli o rossi, non cotti: sfatiamo un mito, il peperone è indigesto quando subisce una lunga cottura».

Per la tintarella, «vanno benissimo centrifugati con frutta e verdure ricche di betacarotene. Consiglio di mettere nell’estrattore carote con melone giallo, menta e basilico: una bevanda fresca da bere durante la prima colazione». Ma anche con il caldo gli italiani non rinunciano al l’abbondanza a tavola. «Nel Centro Italiaè un classico preparare la pasta al forno, i pomodori ripieni di riso e la carne alla brace, che però può avere effetti cancerogeni», spiega lo chef, che aggiunge: «Non dobbiamo rinunciare alla tradizione, ma basta seguire dei piccoli accorgimenti in grado di fare la differenza a livello di salute».

Per il barbecue «bisogna sempre stare attenti a non carbonizzare la carne, e un ottimo modo di ottenere una portata più salutare è quello di tenerla per qualche ora in frigorifero con una marinata di olio e rosmarino tritato, prima di passare alla cottura». Un altro grande classico del fine pasto all’italiana è il tiramisù, che proprio in questi giorni è stato inserito su richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), e quindi riconosciuto come caratteristico del territorio, con un decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 29 luglio scorso.

Una decisione che ha lasciato sgomenti molti dei quali, soprattutto in Veneto, ritengono che la paternità del dolce sia della città di Treviso. Al punto che il ministero ha dovuto spiegare che la decisione «non esclude la possibilità di altre Regioni di poter iscrivere nel proprio elenco regionale il tiramisù». «Al di là delle polemiche - dice Circiello - ricordiamo che il tiramisù è un dolce ormai conosciuto in tutto il mondo. Ma anche che con il caldo estivo la sua preparazione, per cui sono necessarie uova crude, richiede un’accortezza particolare per la sicurezza alimentare. Quello che suggerisco è di montare i tuorli con uno sciroppo di acqua e zucchero bollente, da aggiungere versandolo a filo. In questo modo le uova vengono pastorizzate».

Un’attenzione in più, durante questo periodo, va tenuta anche quando si fa la spesa: «Se compriamo carne o pesce - suggerisce il presidente della Federazione italiana cuochi regione Lazio - ricordiamoci di usare borse termiche per il trasporto, e magari chiediamo al banco un sacchetto con del ghiaccio. E chi in spiaggia ama portare melone e anguria - conclude Circiello - si ricordi sempre di lavarne con molta cura la buccia».

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