Cinque premi per il film di Sorrentino tra cui miglior regia e miglior attore protagonista e 4 per l'opera di Garrone, giudicato il miglior film.
Cinepremio che vai, Garrone e Sorrentino che trovi. Dopo il successo di Cannes 2008, che ha fatto gridare alla rinascita del cinema tricolore, sono sempre loro, i due registi Matteo e Paolo, amici e rivali, a contendersi sempre sul filo del rasoio con i loro "Gomorra" e "Il Divo" i riconoscimenti cinematografici più ambiti. Così, anche ieri sera, si sono spartiti il bottino migliore ai "Ciak d'oro", i riconoscimenti ideati dal mensile Mondadori diretto da Piera Detassis, votati dai 2.500 lettori della rivista e una giuria di 100 tra critici e giornalisti.
Cinque Ciak per "Il Divo" (tra cui miglior regia, miglior attore protagonista Toni Servillo e non protagonista Carlo Buccirosso) e 4 per "Gomorra", giudicato il miglior film. Stavolta, nel giardino di casa, la sede Mondadori di Via Sicilia, nessuna lacrima, nessun abito da gran soirèe, nessun discorso preparato: qui l'atmosfera è friendly, vivace, il rito è veloce e non noioso come al solito, ci si incontra poco dopo tutti intorno al buffet e si chiacchiera amabilmente tutti con tutti.
I più ambiti e coccolati, ovviamente, sono loro, Garrone e Sorrentino, con le rispettive consorti, che presto si cimenteranno, ognuno alla sua maniera, con il mondo del cafonal trash-endente e dei morti di fama pronti a tutto. Ed è proprio l'arrivo a sorpesa, a fine serata, del bel tenebroso Raz Degan, ad incuriosire i gossippari come noi. "Che ci faccio qui? Ho un incontro di lavoro", spiega Raz, capello corto, collana etnico-mistica, molto dimagrito. Arriva da Cisternino, dove ha un trullo. Paola Barale non c'è, ma con lei pare sia tutto ok, nonostate gli ultimi gossip li vogliano separati. Con chi aveva appuntamento Raz? Ovvio, con Matteo Garrone. Difficile non pensarlo: che sia lui, allora, l'attore adatto a dar volto a Fabrizio Corona? Non sarebbe male, come tipo fisico ci saremmo pure. Garrone non conferma, ma sorride. "Siamo amici". Il progetto sulla vita e le opere spericolate del bellimbusto tatuato, intanto, va avanti, anche se il regista conferma che è "difficile".
Che ci fa Walter Veltroni in pole position a tutti i premi di cinema? "E' la solitudine degli uomini primi", scherza qualcuno parafrasando il titolo del libro di Paolo Giordano, vincitore dello Strega, che diventerà un film diretto da Saverio Costanzo. Macchè, dai. Veltroni c'è sempre perchè ha una rubrica proprio su Ciak, "I luoghi dell'anima", e il cinema, si sa, è la sua grande passione dopo la (deludente?) politica. Walter è sorridente ma silenzioso e appena glielo chiedono si fa fotografare insieme a Giampaolo Letta della Medusa: "Certo, ci mancherebbe!".
Toni Servillo arriva in ritardo direttamente da Napoli, dal set di Stefano Incerti, "Gorbaciov, il cassiere col vizio del gioco". Carlo Buccirosso è sceso appena dall'aereo: arriva dalla Tunisia dove sta finendo la nuova serie di "Due imbroglioni e mezzo", con Ferilli e Bisio. Lo scorta una stangona mora con balconata in vella vista, Claudia Federica Petrella. "Sono un attrice. La fidanzata di Carlo? Nooo, un'amica!", spiega. Buccirosso, il Paolo Cirino Pomicino de "Il Divo", ora nelle sale con "Un'estate ai Caraibi", fa sapere che debutterà nella regia. "Sto scrivendo una commedia con risvolti gialli sul tema della gelosia e di come una donna possa far impazzire un uomo sposato e padre di famiglia, un tema molto attuale ma anche divertente".
Claudia Gerini incinta, Ciak d'oro come miglior attrice protagonista per "Diverso da chi?", è in crociera con la figlia Rosa. Ritira il premio per lei il compagno Federico Zampaglione. Lui, talmente innamorato di Claudia che sta per renderlo padre, se l'è tatuata sulla spalla (di tatuaggi ne ha una quindicina). In realtà il tatoo, che ci mostra dopo varie insistenze, è una donna nuda disegnata di schiena con una lunga treccia che scende sulle spalle. Che sia Claudia, lo capisce solo lui!
Ah, l'amore! Bellissima tutta in nero, capelli compresi per esigenze di copione, Micaela Ramazzotti, Ciak d'Oro come miglior attrice non protagonista per "Questione di cuore" dell'Archibugi. Micaela posa per la foto di rito sul set allestito in una sala, dove arriva a salutarla anche Luca Barbareschi, poi scappa per tornare a Livorno dal marito Paolo Virzì che la dirige nel suo nuovo film. Il premio "Colpo di fulmine" va a Valentina Lodovini, anche lei in total black, impegnata in una fiction a Trieste.
Ovazioni per il miglior cast corale: le esilaranti vecchiette di "Pranzo di ferragosto" capitanate da Valeria Bendoni De Franciscis. Il regista Gianni Di Gregorio vince per la miglior opera prima. Altro cast corale giustamente segnalato è quello dei "pazzerelli" di "Si può fare". Il mitologico Gian Luigi Rondi, con l'immancabile sciarpa di cachemire intorno al collo nonostante la calura, premia col SuperCiak Stefano Disegni, il vignettistica satirico di "Ciak", promuovendolo sul campo critico a tutti gli effetti. Imperdibile la sua vignetta sul numero di giugno: Disegni prende per i fondelli alla grande e e smonta scena per scena "Angeli e Demoni" di Ron Howard, evidenziandone tutti i difetti narrativi e premiando il film con lo "Sciacquone d'Oro per la peggior cazzata cinematografica dell'anno".
Renzo Arbore c'è, in look coloratissimo come sempre. Sale sul podio con Nico Cerasola per il film "Focaccia Blues", dove fa un cameo. Al pugliese Cerasola va il premio Mini bello&invisibile, per la pellicola più bella e più ingiustamente penalizzata al botteghino. Come consolazione, "Focaccia Blues" sarà editato in Dvd e allegato a "Ciak" di novembre. "Siamo talmente invisibili che possiamo permetterci di essere anarchici, creativi e folli", dice il cineasta mentre regala a Arbore una cravatta coloratissima. "E' il pagamento per il cameo che mi ha chiesto nel film", sorride Renzo che sta per rieditare "Il Pap'occhio", cult degli anni '80. "La prossima volta chissà... Ma ci sarò, come c'ero nel film precedente di Nico, "L'odore della pioggia". Abbiamo un'intesa ottima e improvvisiamo alla grande: mi diverto a fare queste malefatte con lui".
Il premio alla carriera va a Liliana Cavani, che ringrazia così: "Il cinema mi ha educato, eccitato, fatto diventare curiosa. E' un'avventura umana stupenda, chissà cosa mi succedeva se non avessi incontrato il cinema e la sua gente, così originale". Tutto il cinema che conta c'è: Richard Borg, Paolo Ferrari, Domenico Procacci, Roberto Cicutto, Andrea Occhipinti, Luciano Sovena, Nicola Giuliano e Francesca Cima, Francesco Gesualdi, i press-agent Lucherini-Pignatelli, Scarafoni-Nobile, Cristiana Caimmi e chi più ne ha più ne metta.
Giuliano Ferrara, dimagrito e di bianco vestito, arriva giusto in tempo per tuffarsi sulle ottime melanzane alla parmagiana, che per digerirle poi c'è voluta una nottata... Giorgio Pasotti c'è. L'attrice Rita Caldana pure, in lungo nero, felice di essere nel prossimo lavoro di Pupi Avati. Il telegiornalista Antonello Sarno è emozionato: è pronto ad inaugurare domani sera, il "Taormina Film Fest", col suo nuovo docu-film "Taormina 55", dedicato alla storia del festival glam più turistico del mondo e ai personaggi che l'hannno fatto grande.
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Gabriella Sassone
13/06/2009