«Sono diversi gli elementi di merito che fanno della nuova struttura ospedaliera di Frosinone un polo sanitario d'eccellenza, al contrario di quanto vorrebbe far credere la campagna di disinformazione messa in campo dal centrodestra». Queste le parole dell'assessore regionale Francesco Scalia a pochi giorni dall'inaugurazione del nosocomio di via Fabi, realizzato dalla Regione Lazio nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. «Anzitutto i numeri: il nuovo ospedale — ha precisato Scalia — conta 44 posti letto in più rispetto all'Umberto I, che diventano 101 se si considera la struttura adiacente già collegata. Gli spazi sono di gran lunga più ampi, con una metratura complessiva raddoppiata, e ben 11 sale operatorie, rispetto alle 5 del vecchio ospedale. Altro elemento di merito — ha continuato l'ex presidente dell'Amministrazione provinciale — è la classificazione quale Dea di II livello, il primo nella nostra provincia, che prevede l'attivazione di reparti specialistici come la Chirurgia Vascolare, la Cardiochirurgia, la Neurologia, oltre ad un nuovo modernissimo Pronto Soccorso, ed ai reparti di Medicina, Terapia intensiva cardiologica e Rianimazione, sensibilmente migliorati rispetto a quelli attuali, con l'aumento dei posti letto a disposizione. E proprio la disposizione dei posti letto — ha aggiunto l'esponente del Pd — rappresenta un ulteriore motivo di soddisfazione: l'Umberto I, infatti, prevede camere multiple da 5 o 6 persone, mentre il nuovo ospedale contempla esclusivamente camere singole e doppie, con bagno interno, dimostrando finalmente la giusta attenzione nei confronti della dignità del malato e delle sue esigenze. Ci sono, poi, altri due aspetti particolarmente importanti, che depongono a favore della nuova struttura: la progettazione di basamenti antisismici, che consentono la piena efficienza dell'ospedale anche durante un eventuale sisma (motivo per cui l'ospedale di Frosinone è stato portato a modello da Il Sole 24 ore nell'ambito di un'inchiesta sulle migliori strutture d'Europa) e la celerità nei tempi di realizzazione. La Regione, infatti, ha impiegato solo 4 anni per progettare e costruire il nosocomio frusinate, dandogli la massima priorità rispetto alle altre strutture regionali previste dal piano di riordino della rete ospedaliera. Questo evidenzia una particolare attenzione nei confronti della nostra provincia».
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11/03/2010