Così hanno deciso i giudici del lavoro Assunta Marini, Massimo Lisi e Alessandra Imposimato, che hanno accolto il ricorso presentato dalla stessa Raponi, difesa dagli avvocati Risi e Cocco, contro il provvedimento assunto dall'amministazione comunale. Come si ricorderà , la Raponi venne allontanata dal suo ruolo di responsabile dei servizi sociali dopo che l'assessorato (guidato al tempo da Emiliano Remolo, ndc) entrò in una spirale di polemiche dovuta alla mancata copertura finanziaria di una serie di prestazioni offerta all'utenza. In quell'occasione, venne revocato l'incarico fiduciario che l'Amministrazione aveva stipulato con la dottoressa Raponi. Ma quel provvedimento non era legittimo: «L'unico sistema utilizzabile dal Comune per disporre la revoca dell'incarico – hanno scritto i giudici nella sentenza – doveva passare o attraverso un oggettivo mutamento organizzativo, non provato e non dedotto, ovvero a seguito di una preventiva verifica di risultati negativi della preposta, adottati comunque all'esito dell'adozione della procedura prevista dalla normativa collettiva e dunque in contraddittorio con l'interessata». Mancando una di queste due condizioni, pertanto, il licenziamento risulta ingiustificato: Tommasina Raponi va così reintegrata nel ruolo. Immediate le reazioni politiche: per De Santis (UdC) è «un fallimento per l'amministrazione».
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11/03/2010