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Notizie - Frosinone

Provincia

Crisi di... nervi nel centrodestra Si cerca la mediazione

 Amministrazione provinciale: la crisi non solo c'è ma adesso si vede pure.Eccome. Dopo che da quasi subito la formazione della giunta (ed anche prima) è stata sotterranea. E comincia a serpeggiare un certo malcontento assai pericoloso: l'arroccamento del presidente Antonello Iannarilli su posizioni troppo rigide

Eccome. Dopo che da quasi subito la formazione della giunta (ed anche prima) è stata sotterranea. E comincia a serpeggiare un certo malcontento assai pericoloso: l'arroccamento del presidente Antonello Iannarilli su posizioni troppo rigide. A dispetto ieri si è risposto con un altro dispetto. Ci spieghiamo meglio. Ieri sera si è tenuta una riunione convocata dal coordinatore provinciale del Pdl, Franco Fiorito, alla quale però non sono stati invitati nè il coordinatore vicario, Adriano Roma, nè tantomeno il presidente della giunta di centrodestra. Una risposta polemica al gesto, un po' troppo precipitoso se vogliamo, di lunedì sera quando il presidente Iannarilli verso le 21.00 ha deciso di ritirare le deleghe al vicepresidente Fabio De Angelis ed agli assessori Massimo Ruspandini (peraltro presente in consiglio) ed Alessandro Cardinali. Un gesto certamente istintivo ma, come si ritiene da più parti, più che probabilmente dettato dalle vicine elezioni regionali. Questa scadenza sta provocando una serie di reazioni negative nel Pdl che, se non controllate con senso di responsabilità, potrebbero rivelarsi un autentico «boomerang» per tutte le componenti. Ieri si è diffusa la voce che il presidente avrebbe fatto la medesima cosa con i delegati di provenienza An. Ma è proprio questo il punto: perchè sono stati «castigati» soltanto gli ex di An? Eppure tra i consiglieri non presentatisi in assemblea lunedì sera c'erano anche personaggi importanti come il capogruppo Mario Abbruzzese o l'ex di Forza Italia Antonio Salvati. E non solo. Per il primo si può capire perchè sarà un concorrente «tosto»alle regionali di Adriano Roma, notoriamente sostenuto dall'on. Iannarilli. Mentre il vicepresidente Fabio De Angelis parla di «atmosfera kafkiana» ed annuncia di avere rimesso tutto nelle mani del partito, Andrea Amata anticipa che verrà chiesto a Iannarilli di annullare il suo provvedimento di revoca delle deleghe (a proposito: appare veramente ridicola l'argomentazione secondo la quale il ritiro della delega non comporti l'interruzione dell'incarico assessorile) e d'incontrarsi per un chiarimento. Incontro che potrebbe tenersi verso fine settimana o l'inizio della prossima per far sbollire i diffusi nervosismi nella maggioranza. «Nessun atto contrario al presidente – spiega l'ex di An Andrea Amata – bensì la nostra volontà di tutelare l'ente dal momento che, come ha fatto capire anche il legale, non è stato rispettato il procedimento amministrativo di revoca delle delibere sulla Multiservizi secondo la legge 241/90. Perciò non potevamo permettere che la Provincia si sarebbe trovata di fronte ad un ricorso giudiziario, peraltro annunciato dall'opposizione». Un altro errore abbastanza grave è stato quello di convocare la riunione di maggioranza appena un'ora prima del consiglio per cui molti consiglieri non se la sono sentita di votare senza avere prima una conoscenza completa del problema. Pensare che si possa dire sì a scatola chiusa non è atteggiamento da approvare. Fare politica significa anche convincere, non imporre. Che l'atmosfera non sia delle più calme nel Pdl è dimostrato da quanto detto dal coordinatore vicario Adriano Roma: «La maggioranza dei cittadini ha votato l'on. Iannarilli affinchè si cambiassero del tutto i metodi di governo utilizzati dal centrosinistra. Evidentemente c'è chi non vuole questo rinnovamento». Chi invece è abbastanza ottimista è il capogruppo del Pdl, Mario Abbruzzese: «È vero, l'atmosfera che si respira è un po' incandescente ma sono sicuro che supereremo anche queste difficoltà per poter governare al meglio il nostro territorio».

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18/11/2009










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