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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Per i ritardi regionali questa settimana non si potranno effettuare negli ambulatori
Luca Sergio Questa settimana niente vaccinazioni negli studi dei medici di medicina generale. Se ne parlerà dalla prossima, quando la pandemia si diffonderà di più. Quella che è cominciata ieri avrebbe dovuto essere la settimana del passaggio alla seconda fase, dopo la prima che ha interessato gli operatori della sanità (con molti medici che però non si sono vaccinati), le donne incinte alla 2. e 3a settimane ed i bambini a rischio. «Navigano a vista», fa notare il segretario provinciale della Fimmg, Francesco Carrano, riferendosi alla Regione ed alle Asl. «Noi lavoriamo ogni giorno e non ci stiamo a diventare i capri espiatori di un sistema – puntualizza – che per l'emergenza pandemia H1N1 è partito male e con troppa eccessiva lentezza. Abbiamo proprio noi segnalato per tempo e anche insistito sulla necessità di organizzare il sistema per affrontare al meglio la prevista pandemia e avanzato proposte utili a fronteggiare l'impatto. Nonostante questo le strutture regionali hanno perso tempo approntando le iniziative proposte quasi fuori tempo massimo». Il ritardo l'ha dovuto riconoscere anche il vice presidente della Regione, Esterino Montino, quando ha ammesso che non è ancora operante l'accordo sottoscritto il 19 ottobre 2009 tra la Regione ed i sindacati dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta per tenere aperti gli studi 10 ore al giorno ed anche il sabato perchè non è stato ancora pubblicato il testo sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. In base a questa intesa, negli ambulatori avrebbero dovuto essere vaccinati (ma lo saranno non appena uscirà sul Burl) i soggetti a rischio di età compresa tra 17 anni e 65 anni. Secondo quanto prevede la disposizione regionale dello scorso 5 novembre le persone da vaccinare sarebbero state stimate nella nostra Asl in 43.625. Con essa si rende noto tra l'altro alle Asl che «dovranno procedere, nei tempi più rapidi consentiti, alla ripartizione ed alla distribuzione dei vaccini tra i medici di medicina generale della propria Azienda, sulla base eventualmente di una quota parte, da definire in sede locale, del numero di dosi di vaccino antinfluenzale stagionale richieste dal medico per i propri assistiti bersaglio undere 65». Le questioni organizzative di questa seconda fase sono state discusse ieri mattina all'Asl durante l'incontro della cosiddetta «Unità di crisi» coordinata dal dott. Massimo Menichini ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. » emerso subito un problema operativo nel senso che i professionisti,in assenza di un sistema informatico per l'individuazione dei soggetti da vaccinare che avrebbe dovuto fornire la Regione, hanno obiettato che ci sarebbe voluto un certo tempo per passare alle vaccinazioni. Non si deve dimenticare, infatti, che le operazioni sono gravate da adempimenti burocratici come la firma di un modulo (ai più ostico) per il cosiddetto consenso informato. I medici hanno bisogno di organizzarsi, anche perchè vanno convocate 10 persone per volta. I pediatri hanno detto che manderanno gli assistiti nei centri vaccinali dell'Asl. Alla fine si è convenuto che l'Asl trasmetterà gli elenchi ad ogni medico. Molto polemica la Fimmg provinciale con il segretario Francesco Carrano che rende nota la protesta dei medici di famiglia: «Informeremo nei nostri studi, come nei paesi anglosassoni, i riferimenti dei dirigenti tutte le volte che si ravviseranno disservizi ascrivibili al loro operato ed inviteremo i nostri assistiti a rivolgersi direttamente a loro».
Luca Sergio
10/11/2009
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