Questa, come molte altre (si tratta di 674 uffici in tutta Italia) saranno soppresse secondo quanto approvato da uno schema di decreto legislativo che tende a recuperare risorse negli uffici giudiziari. Se, come sembra, il decreto farà il suo corso, le competenze del giudice di pace di Atina (insieme a quelle di Arce, Pontecorvo e Sora) verranno trasferite all'ufficio accorpante di Cassino. «Non è certo una buona notizia», è il primo commento di Fausto Lancia, primo cittadino di Atina. «Cercheremo di adoperarci perché ciò non avvenga» è l'impegno di Lancia ben conscio che la battaglia per il mantenimento della sede non sarà facile. Lo stesso decreto della cancellazione prevede però che l'ente che voglia mantenere l'ufficio dovrà accollarsi i costi di funzionamento. «Non credo che i costi siano alla portata delle casse del nostro comune» dice Lancia, il quale ha subito pronta una soluzione che chiama in causa i suoi colleghi dei paesi della Valle di Comino. «Per il contenimento delle spese e dei costi degli enti comunali – sottolinea il sindaco – stiamo lavorando a costituirci in una unione di comuni tra tutti quelli della Valle e in una delle prossime riunioni farò presente il problema». In effetti i sindaci della Valle di Comino hanno in programma una serie di incontri (l'ultimo ad Alvito) con argomento l'unione tra gli enti con distribuzione delle competenze e degli uffici, tagliando costi, spese e sacrifici cercando di far nascere un superpaese. «In quella sede – conclude Fausto Lancia – chiederò ai miei colleghi di protestare compatti contro la cancellazione dell'indispensabile ufficio giudiziario».
Vai alla homepage
14/01/2012