ìSangemini comunica che il Giudice dell'Esecuzione ha sospeso sia il provvedimento di assegnazione dei beni pignorati sia la procedura esecutiva promossa da acqua e terme Fiuggi. Il nove dicembre scorso l'ufficiale giudiziario incaricato dal tribunale di Frosinone nelle prime ore del pomeriggio si recava allo stabilimento di via Spelagato per eseguire il pignoramento delle bottiglie di acqua ivi presenti. Il pignoramento era stato concesso al comune di Fiuggi con immediata esecutività , per ottenere il corrispettivo di cinque mensilità di canone dovute dalla Sangemini, pari a due milioni di euro per i mesi da luglio a novembre 2011. Erano state quindi pignorate circa 500 mila bottiglie di acqua Fiuggi e altre bottiglie di acqua del gruppo umbro. Per un valore complessivo di un milione e duecento mila euro. Il comune alla luce del pignoramento, credeva quindi di poter disporre a piacimento delle bottiglie di acqua presenti all'imbottigliamento, ipotizzando addirittura una possibile vendita diretta del bene. Lo stop a tali propositi è arrivato ieri quando la Sangemini, ha appunto annunciato di aver vinto il ricorso con il quale è stata sospesa la disponibilità dei beni al comune.«ìOra Sangemini auspica- si legge nella nota- che gli animi si plachino e che si ricominci a lavorare. Il Comune dovrebbe desistere da questa gragnola di iniziative giudiziarie che nulla hanno a che vedere con la gestione e la valorizzazione dell'Acqua Fiuggi. Il clima nella cittadina termale e' insostenibile- termina la nota- per chi ha voglia di fare impresa e questo e' un messaggio destabilizzante che non fa bene alla collettività ». Il sindaco Martini però non cambia rotta nei confronti di Sangemini. «La sospensione di una esecuzione e di un pignoramento- si legge nella nota del primo cittadino- atti peraltro dovuti da parte di una pubblica amministrazione che non viene pagata, è cosa normale mentre è in corso un contenzioso giudiziario più importante, come sa bene chi ha un minimo di dimestichezza con queste procedure. E sospensione non vuol dire annullamento. Infatti il quantitativo di bottiglie pignorate resta ora congelato. Sangemini, invece di pagare e liberare le bottiglie, ha così arrecato un ulteriore danno alla Città . La posizione del Comune e di ATF nei confronti di questo disastroso gestore non si modifica di un millimetro per un ulteriore colpo di coda, che non incide affatto sulle prospettive future del reclamo contro la pasticciata ordinanza del 20 dicembre. Sangemini si prepari a risarcire l'immane danno arrecato e ad andare a «fare impresa» da qualche altra parte, visto che dimostra ogni minuto, anche con quest'ultima bravata, di non essere adeguata e di voler solo affossare l'azienda ed il marchio Fiuggi».
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03/01/2012