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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

31/08/2010, 05:30
Un incontro di fatto interlocutorio, ma che lascia ben sperare, a detta di chi vi ha preso parte, per un futuro più collaborativo e proficuo tra le varie sigle sindacali impegnate a dirimere la questione riguardante la Videocon.
Ieri mattina, in azienda, era presente anche Massimo Cellitti, Unione Sindacale di Base, il quale, raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano, ha spiegato che tra le decisioni prese vi è quella di indire almeno una riunione a settimana per fare, di volta in volta, il punto della situazione, «per il resto - ha affermato Cellitti - si è fatto il punto della situazione in vista dell'incontro del prossimo 2 settembre alla Regione Lazio. Pare che ci siano delle difficoltà nella risoluzione del problema relativo alla ristrutturazione del debito ma si tratta, ci hanno assicurato dall'azienda, di difficoltà facilmente gestibili». Al commento di Cellitti si aggiunge quello di Massimo Arilli, segretario provinciale Fialc-Cisal: «abbiamo fatto richiesta all'azienda di un incontro per risolvere alcune questioni interne quali la vendita dei televisori e il mancato pagamento dei fondi Fonchim. Ora, comunque, la cosa più importante è farsi approvare l'allungamento della Cigs in deroga, evitando quella per crisi». Paolo Sabatini, dirigente nazionale Unione sindacati di Base: «quello che stiamo attraversando è, certo, il momento più critico: attese deluse e mancati interventi economici e finanziari da parte del Governo centrale, fanno sì che questa estate sia più rovente del solito. Da parte nostra ci sarà massimo vigilanza, tanto che nei prossimi giorni metteremo a punto un ragionamento con le altre sigle sindacali per rilanciare il progetto. Questo silenzio non lascia presagire nulla di buono, ci sono problemi sul percorso ed è opportuno, anzi necessario, capire bene quali sono». Da parte dei lavoratori, comunque, c'è delusione. «I tempi sembrano allungarsi, con il rischio di una vera emergenza sociale. Il Governo deve intervenire per accelerare le operazioni. Noi siamo pronti a dare battaglia», hanno spiegato alcuni dipendenti che stazionavano all'esterno dello stabilimento poco dopo l'epilogo dell'incontro.
Ivan Quiselli
31/08/2010