È stallo, intanto, alla Videocon di Anagni: nessuna novità di rilievo, in attesa del mese venturo che, stando a quanto dichiara Enzo Valente, Ugl Chimici, «sarà un mese decisivo per il futuro dello stabilimento di Anagni». Aggiunge, poi, lo stesso Valente: «sia i rappresentanti sindacali che gli stessi lavoratori aspettano con trepidazione l'incontro del 2 settembre alla Regione Lazio per la firma della cassa integrazione straordinaria, subito dopo ci dovrà essere la convocazione al Ministero delle Attività produttive per fare il punto della situazione a proposito del trapasso societario alla nuova proprietà . Per ora siamo cautamente ottimisti, abbiamo nel cuore tante speranze». Piero Centi, Rsu Ugl Chimici, che si dice «cautamente ottimista per come si sono messe le cose: la Regione, il Mise e gli altri enti preposti alla gestione di questa delicata vicenda si sono attivati e stanno seguendo con attenzione e oculatezza lo svolgersi della situazione. Siamo sulla strada giusta cominciamo ad intravedere la soluzione: una volta sistemata la questione riguardante il 182 bis, si potrà pensare a ripristinare il sistema macchina sulla base del programma industriale di ristrutturazione presentato dalla Ssim, la società arabo - canadese che ha formalizzato l'acquisto del sito anagnino». È proprio la questione del 182 bis, riguardante gli accordi di ristrutturazione dei debiti, a preoccupare maggiormente le forze sindacali: i rappresentanti della società arabo - canadese, infatti, non si sono infatti presentati all'incontro in programma la scorsa settimana, organizzato per cercare di fare chiarezza sullo stato di avanzamento dell'iter. È solo sulla base di questa procedura che sarà possibile definire lo stato finanziario della società di località Frattarotonda e procedere quindi alla cessione dello stabilimento. Secondo quanto previsto dall'articolo in questione, infatti, il debitore può depositare, con la dichiarazione e la documentazione di cui all'articolo 161, un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un esperto sull'attuabilità dell'accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
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24/08/2010