Dai gruppi che formavano la variopinta carovana si sono levate polemiche indirizzate all'accoglienza ricevuta: «Siamo stati lasciati senza bagni e acqua» si lamenta veemente un anziano pellegrino. «Se volete che non sostiamo più ad Atina ditelo» è la sua rancorosa minaccia. I pellegrini in viaggio verso Canneto raggiungono il centro di Atina dove fanno tappa prima di riprendere, in piena notte, il cammino verso Canneto. Essi provengono da molti centri del cassinate; a gruppi distinti si ritrovano poi tutti in piazza e scelto un angolo dove riposare e riprendere le forze, consumano qualche frugale pasto, si rinfrescano e chiacchierano aspettando la notte. Quest'anno il numero dei pellegrini che hanno sostato ad Atina si aggirava sulle duecento unità e tutti, quando arrivano in paese, sentono il bisogno di rinfrescarsi e altro. E, puntualmente, mettono in crisi il sistema di accoglienza del centro storico che vive la giornata del 19 agosto come una vera emergenza. Perché non è tanto il loro numero che è esorbitante, quanto il fatto che i duecento pellegrini restano in paese per un'intera giornata, con le esigenze continue di tanti bambini, anziani e donne che mettono a dura prova le (carenti) strutture che Atina mette loro a disposizione. M. D. L.
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23/08/2010