Gianni Federico VEROLI Ancora un affondo di Rosso di Sera nei confronti dell'amministrazione comunale, attraverso il foglio di satira e politica curato dal leader Paolo De simone, in effetti l'unica voce che si appone alla giunta di centrosinistra. « E' noto a pochi che l'amministrazione verolana, da qualche tempo è una «fucina di piccoli fenomeni» - scrive l'avvocato De Simone - che hanno in comune fra loro un rilevante curriculum scolastico. Si sa che «tra gente che ha studiato ci si capisce meglio». Ser poi si ha la fortuna di avere un sindaco che sa di Latino ed un vice che sa di diritto, la «crescita» della città è... assicurata. Che male c'è se la Biennale del Ferro Battuto è evaporata proprio mentre i nostri «vertici culturali» viaggiano (per noi s'intende) verso le terre della Carlà ed i vitigni del Bordeaux?». Il presidente di Rosso di Sera poi scrive a proposito di una cultura del profitto: « Ma può la crescita culturale della città di Veroli prescindere da una forte spinta economica? Magari dalla spinta di un grosso palazzinaro locale che avrà studiato poco da ragazzo, ma, quanto ad Argent, è secondo a pochi? La risposta è scontata, anche perchè, come spesso accade la "cultura" del potere non disdegna (tutt'altro!) i poteri forti (banche, imprenditoria, giornali, televisioni ecc.). E quando quel palazzinaro proclama, i nostri "amministratori di cultura" rispondono compatti: "Agli Ordini". D'altra parte un pò di gratitudine ci vuole, specie in una città dove di palazzine (pubbliche) se ne costruiscono poche. Basta affidare gli eventi culturali e turistici e dell'estate verolana ad un'Agenzia pubblicitaria molto vicina, se non di proprietà del noto palazzinaro che però deve mettere a disposizione degli sponsor del suo giro l'intera città . Che volete di più - conclude Paolo De Simone - tutti i valori, compresi quelli religiosi, devono cedere il passo al valore supremo: il profitto. E' questo che vogliono insegnarci D'Onorio e i suoi lacchè».
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01/08/2010