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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

30/07/2010, 05:30
Franca Roma Le nuove commissioni consiliari, «ritoccate» a seguito dell'allargamento della maggioranza di centrosinistra e votate nel corso della seduta-fiume di venerdì scorso, sono state convocate questa mattina per le formalità dell'insediamento e la nomina delle rispettive presidenze.
In aula, però, si prevedono scintille. L'opposizione, infatti, è pronta a continuare il braccio di ferro ingaggiato già nell'ultima, rovente seduta consiliare, quando il Pdl ha abbandonato l'aula lamentando la mancata condivisione delle strategie da adottare per la rimodulazione delle commissioni e, soprattutto, il mancato rispetto dei criteri di rappresentanza di tutti i gruppi politici e dei consiglieri. Ieri, il consigliere del Pdl, Danilo Magliocchetti, che già all'indomani della seduta aveva contestato le modalità di votazione insieme al collega di partito, Gianfranco Pizzutelli, ha ribadito che non ci saranno sconti e ha annunciato le dimissioni di tutti i membri d'opposizione. «Siamo stati convocati dalle 8:30 alle 12. Saremo presenti, ma ci dimetteremo dalle commissioni perché non è stata rispettata la rappresentatività di tutti i gruppi politici e della minoranza, prevista dallo Statuto. Del resto, l'avevamo già detto che la previsione statutaria risultava di difficile interpretazione, avevamo invitato la maggioranza al dialogo e al confronto, invece il centrosinistra ha voluto andare allo scontro. A questo punto riteniamo che tutto quanto è stato fatto sulle commissioni sia illegittimo e annullabile». Cosa succederà dopo le dimissioni di tutti i componenti del Pdl? Anche su questo punto non c'è unità d'intenti. Per la minoranza sarà necessario rivotare gli organismi consiliari per intero, mentre la maggioranza è orientata a votare solo per la surroga dei consiglieri dimissionari. Quanto all'ipotesi di una sintesi tra due proposte di composizione provenienti da ambo gli schieramenti, Magliocchetti si è detto possibilista: «Se c'è la volontà da parte della maggioranza siamo disponibili a confrontarci, ma non mi pare che finora sia stato così. Del resto, noi non aspiriamo ad alcuna presidenza, né abbiamo bisogno di contentini. Non siamo noi quelli che ambiscono alle poltrone e l'abbiamo dimostrato».
30/07/2010