Luca Sergio «In queste condizioni è veramente a rischio la coesione sociale». Si mostra molto preoccupato il segretario generale della Cisl frusinate, Pietro Maceroni, della situazione economico-sociale in cui versa la nostra provincia il giorno dopo avere lanciato un allarme perentorio al fine di lottare decisamente contro l'evasione fiscale e gli sprechi della pubblica amministrazione. Siamo andati a trovarlo ieri nella sede di Via Cicerone per avere dettagli sull'azione intrapresa dal sindacato di Bonanni anche nel territorio. «Non possiamo permettere sprechi, enti inutili e ruberie» ed aggiunge: «Questa è la nuova frontiera sindacale». Mastrantoni sciorina, come sempre, una lunga serie di dati nazionali e locali per cui è difficile contraddirlo quando arriva a certe conclusioni. Segretario, ha sparato nel mucchio! Voi sindacalisti non fate parte della casta? «Ma quale mucchio e mucchio, parlano chiaro le statistiche nazionali, i dati Istat e di tanti altri centri studi. Per quanto poi riguarda i sindacalisti, se le facessi vedere il cedolino del mio stipendio farebbe una precipitosa marcia indietro». Allora, continui... «Il rapporto che c'è tra un lavoratore Fiat a 1.200 euro al mese ed un manager è addirittura di 1 a 20. Sarebbe interessante, nell'ambito della massima trasparenza politica, conoscere quali sono le retribuzioni negli enti a partecipazione pubblica. Per esempio i compensi dei presidenti e dei consiglieri di amministrazione di Saf, Sif, Ciociaria Sviluppo, Agenzia Formazione e di altre società ». Maceroni affronta a questo punto il vecchio tema dell'evasione fiscale pari a 120 milioni di euro. «Basta pensare che più della metà delle società di capitale denunciano redditi pari a zero e che tanti lavoratori autonomi dichiarano meno di 10 mila euro l'anno. Cioè molto meno dei loro dipendenti. Tutto questo è una vergogna, a fronte di una povertà che aumenta sempre di più, anche nella nostra provincia, e che coinvolge cassintegrati, pensionati a basso reddito, lavoratori che debbono campare la famiglia con un solo stipendio. Tante famiglie sono allo stremo, non ce la fanno più. A questa situazione già molto grave dobbiamo aggiungere uno stato sociale inadeguato, borbonico con una sanità , ad esempio, inefficiente e sprecona. Basta pensare che per sottoporsi ad un ecocolordoppler ci vuole un anno, 254 giorni per una risonanza magnetica e potrei continuare per tanto ancora». Cosa si dovrebbe fare? «In questa situazione, ritengo che è veramente a rischio la coesione sociale. Di fronte a questo stillicidio di dati negativi, che peraltro non sono di oggi ma si ripetono da alcuni anni nel nostro territorio procedendo sempre peggio, nessuno può rimanere indifferente. Pochi vivono bene, molti non arrivano alla quarta settimana e per questo motivo tutti, dico tutti, a cominciare da chi ci governa, quando si tratta di fare sacrifici, penso che l'esempio dovrebbe venire dall'alto. E invece assistiamo ad un'insensibilità diffusa che preoccupa non poco». Riandiamo alle società partecipate. «Non fanno mai il discorso della qualità dei servizi ed applicano, in regime di monopolio, prezzi che pesano enormemente sui consumatori. Ecco perchè su questo, noi della Cisl, saremo spietati. Abbiamo l'esigenza di continuare con forza la nostra battaglia per ristrutturare amministrazioni ed istituzioni. Con gli imprenditori dovremo lavorare per realizzare un Paese migliore ristrutturandolo. Anche loro si sono accorti che gli accordi sottoscritti con noi, con le forze sociali, sono proficui, quelli fatti con una politica cialtrona, rimangono nel libro dei sogni». Il segretario generale Cisl ricorda infine il protocollo d'intesa sottoscritto con Confindustria Frosinone: «Abbiamo individuato nuovi "asset" di sviluppo, priorità e interventi per un concreto rilancio del territorio. Continueremo su questa strada, tessendo alleanze, dando forza al sociale ed indebolendo la politica dell'incapacità . Bisogna cambiare marcia per uscire dalla crisi».
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28/07/2010