Sta per arrivare la fusione dei servizi e non è detto che sia un male: anzi, come dice il noto detto popolare, l'unione fa la forza. E per la nostra provincia si tratta di una trasformazione non da poco, anzi di una vera e propria rivoluzione. Passiamo al dettaglio. Sui 91 comuni del nostro territorio sono interessati ben 67 che, secondo gli ultimi dati demografici, non arrivano a cinquemila abitanti, la soglia minima prevista dal decreto legge n. 78/2010, cioè la manovra finanziaria estiva approvata dal Senato e in discussione alla Camera. Una percentuale degli enti di ben il 74% rispetto al dato nazionale del 54 (5.800 comuni sul totale di 8.094). La popolazione complessiva di questi comuni è di 143.106 abitanti, che rappresenta dunque il 29,3% sul totale di 489.042 residenti sul territorio. Poi c'è Castro dei Volsci che, con i suoi 5.005 abitanti, potrebbe far parte della consistente «pattuglia» facendola arrivare a 68. Citiamo allora questi comuni cominciando dai più piccoli che, come si sa, sono Acquafondata in testa a tutti (appena 288 abitanti), seguito da S. Biagio Saracinisco (381), Viticuso (423), Filettino (542) e Terelle (570), tutti i centri della Valle di Comino come Alvito, Atina, Ausonia, Belmonte Castello, Casalattico, Casalvieri, Castelnuovo Parano, Colle S. Magno, Fontechiari, Gallinaro, Pescosolido, Picinisco, Pignataro, S. Donato, Santopadre, Settefrati, Vallemaio, Vicalvi, tutta la zona dei Santi ed ancora Acuto, Amaseno, Arnara, Ausonia, Broccostella, Campoli Appennino, Castrocielo, Colfelice, Collepardo, Coreno Ausonio, Esperia, Falvaterra, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Morolo, Pastena, Patrica, Pico, Piglio, Pofi, Posta Fibreno, Roccadarce, Serrone, Sgurgola, Strangolagalli, Supino, Torre Cajetani, Torrice, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vallecorsa, Vico nel Lazio, Villa S. Lucia e Villa S. Stefano. I comuni ciociari che superano i cinquemila abitanti sono 24 per una popolazione di 345.936 abitanti. Si diceva precedentemente della manovra finanziaria, in particolare l'art. 14 comma 28, ma anche la legge sul federalismo fiscale n. 42 del 2009 ed il Codice delle autonomie, in discussione in parlamento, orbene tutti questi provvedimenti vigenti ed «in fieri» prevedono l'associazione obbligatoria tra i comuni che non superano i cinquemila abitanti per gestire insieme tutte le «funzioni fondamentali», come l'amministrazione ed il bilancio e quindi territorio, scuole, strade, assistenza, servizi sociali, anagrafe, nidi, acqua, ambiente. Insomma tutto quello che adesso erogano i comuni ma che per lo più non ce la fanno più per la ristrettezza dei fondi a disposizione. In un prossimo futuro, insieme, avranno più possibilità e (si spera) una gestione maggiormente oculata.
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26/07/2010