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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

26/07/2010, 05:30
«La tematica della carenza di personale - dice D'Angelo - presso la Asl di Frosinone sta assumendo sempre più valenza prioritaria e comporta l'intervento ripetuto e periodico di politici, sindacati e degli stessi organi aziendali e regionali, che hanno avuto una accelerazione per la stretta connessione con l'apertura del nuovo ospedale di Frosinone.
Tutti hanno la soluzione, stranamente, nonostante la diversa provenienza, la medesima, la più semplice: occorrono deroghe per le assunzioni. Ma la carenza di personale è effettiva o virtuale? È stata verificata la corretta collocazione del personale? La Asl ha una situazione chiara di dove il personale è concretamente collocato? Gli interrogativi sono evidentemente polemici, atteso che sottendono una realtà nota a tutti, ma che nessuno intende sollevare con la motivazione solita che trattasi di una situazione ereditata che risale ad anni, con consolidamento, in taluni casi, delle posizioni lavorative, dimenticando che, così ragionando, non si potrebbe mai procedere a modifiche e/o interventi di ristrutturazione concreta ed effettiva perché chiunque assume un incarico evidentemente lo fa sempre a seguito di quello precedente e, così, ragionando si procederebbe all'infinito». Una fotografia molto dura della realtà. Il sindacato non sostiene che non ci sia un'oggettiva difficoltà in termini di carenza, ma allo stesso tempo dice che i numeri andrebbero ridimensionati. «Vi è una serie numerosa di unità di personale - argomenta D'Angelo - che hanno prescrizioni del medico competente e, comunque, limitazioni permanenti nelle mansioni per cui, di fatto, sono distolte dall'attività propria, pur mantenendo, tuttavia, il medesimo inquadramento giuridico ed economico. Vi sarebbe, poi, un folto numero di personale che viene utilizzato in mansioni diverse dal profilo di appartenenza senza avere alcuna limitazione e/o prescrizione. Ciò vuol dir, ad esempio, che un infermiere è chiamato a svolgere attività prettamente amministrativa (ad esempio di segreteria o nell'ambito di uffici e/o servizi amministrativi e/o Direzioni) ovvero, personale ausiliario che è utilizzato in compiti diversi da quelli di appartenenza (addetto alla pulizia). In entrambi i casi, la Asl nel fotografare la propria dotazione organica, ad oggi, ha un determinato numero di personale infermieristico ovvero ausiliario che, in realtà, non svolge tali mansioni, ma che comunque va necessariamente conteggiato nei profili formali di appartenenza, fornendo, così, una descrizione "falsata" della realtà, atteso che al numero di profili professionali non corrisponde, poi, un corrispondente esercizio di mansioni. Quale effetto domino, è evidente che si formulano richieste di fabbisogno di personale che necessariamente risentono conseguenzialmente di tale erronea rappresentazione». «Non è un caso - conclude D'Angelo - che la Asl non ha una dotazione organica dalla quel poter evincere in quale settore/ufficio/reparto c'è l'effettiva carenza distinta per profilo professionale. A ciò, va ad aggiungersi anche la necessità di una verifica degli effettivi carichi di lavoro che la Asl per un decennio, non a caso, non ha mai effettuato: laddove si procedesse anche a tale adempimento si evidenzierebbero situazioni nelle quali il personale è in sovrannumero (e sottoutilizzato) rispetto a realtà del tutto carenti. Si comprende che è più agevole non intervenire sull'esistente ed aggiungere, perché modificare e/o correggere l'esistente significa assunzione di responsabilità e incidenza su situazioni lavorative che comportano sempre reazioni».
26/07/2010