Sono infatti pervenute le adesioni dei comuni di S.Giovanni Incarico e Villa S.Stefano a firma dei sindaco Giovanni Iorio e Antonio Salvati. Intanto, purtroppo, non ci sono novità significative e non arrivano neppure risposte o segnali per la vertenza del prezzo del latte. Si doveva tenere una riunione proprio oggi che sembra non sia stata neppure convocata.Le parti, quindi, non si sono trovate in Regione, per provare ad avviare una mediazione tra le richieste della Coldiretti e la risposta della Centrale del Latte di Roma. La situazione continua ad essere davvero esplosiva – commentano dall'entourage del direttore provinciale della Coldiretti, Gianni Lisi – la trattativa si è arenata poiché alle richieste di Coldiretti per un prezzo per litro pari a 39,90 i responsabili della Centrale hanno risposto picche dimostrando davvero poco tatto per la categoria. Oggi il prodotto, che viene venduto al consumo ad oltre 1 euro e 60, viene pagato agli allevatori con poco più di 35 centesimi. «Qualcuno – commenta amareggiato Lisi – ha interesse affinchè la questione quote latte continui ad esistere pure per indebolire il potere negoziale degli allevatori nella fase di contrattazione del prezzo del latte con l'industria. Riaprire la trattativa sul prezzo e chiudere una partita che dura da oltre 2 mesi tra allevatori e industriali significherebbe ridare dignità al settore. Gli industriali non vogliono riconoscere un giusto compenso per il latte ciociaro e laziale ma continuano a "spacciare" come Made in Italy quello importato dall'estero per fare mozzarelle e formaggi. Le offerte di portare il prezzo a 37,40 hanno dimostrato subito che tra la nostra proposta e quella della Centrale esiste un baratro». B.S.
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23/07/2010