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17/07/2010, 05:30

Notizie - Frosinone

Sanità

D'Angelo (Fials): «Ennesimo bluff, così si illudono solo i precari»

«Ennesimo bluff della Asl di Frosinone sui precari. Perché gioire di una ulteriore illusione?». Con il solito stile tagliente la Fials di Frosinone, per bocca del segretario provinciale Francesco D'Angelo e del legale di fiducia dell'organizzazione sindacale, avvocato Giuseppe Tomasso, bolla come una falsa vittoria la proroga dei contratti dei precari della sanità.

 Il motivo? La tanto agognata stabilizzazione dei lavoratori non ci sarà. «Qualche mese fa - dice D'Angelo - eravamo intervenuti in merito all'asserita assunzione di 50 medici per i quali il commissario Costantini avrebbe ottenuto la relativa autorizzazione. In quella occasione si era sostenuto che non si trattava affatto di una autorizzazione, ma, piuttosto, di un invito della Regione a relazionare in merito alle effettive necessità aziendali al fine di valutare la possibilità di autorizzare qualche assunzione. I fatti ci hanno dato ragione: dei 50 medici, ad oggi, non v'è traccia. Ora, di nuovo si è sostenuto con clamore che la Regione avrebbe autorizzato le proroghe contrattuali a tutto il personale precario, in servizio, cioè, con contratti a tempo determinato (circa 235 unità di vario profilo). Così, si illude ulteriormente il personale precario su una possibile stabilizzazione che non potrà avvenire: la Regione lo sa, la Asl lo sa, i sindacati lo sanno, ma nessuno lo dice per timore delle "rimostranze" legittime del personale interessato». La nota regionale, protocollata al numero 85771 del 9 luglio scorso del Direttore del Dipartimento Sociale, «della cui legittimità, tra l'altro, si dubita, atteso che ogni autorizzazione deve provenire esclusivamente con Decreto della Polverini, Commissario ad Acta» argomenta D'Angelo, in riferimento alla richiesta della Asl di Frosinone di proroghe ai fini della stabilizzazione, ha espresso, facendo richiamo alle necessità connesse al periodo estivo «il nulla osta al mantenimento in servizio dei dipendenti con contratto a tempo determinato purchè trattasi di figure strettamente legate all'aspetto assistenziale ed in particolare all'emergenza-urgenza e semprechè sussistano i necessari requisiti». «Innanzitutto - continua D'Angelo - la Regione non parla più di procedure di stabilizzazione, ma di possibili proroghe per motivi connessi al periodo estivo. In secondo luogo, si fornisce un nulla osta al mantenimento del personale in servizio purché ne sussistano i necessari requisiti e purché sia strettamente legato all'assistenza ed emergenza -urgenza. Ciò significa, innanzitutto, che una serie di profili professionali non rientrerebbero in questo ambito (operai generici, coadiutori amministrativi, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, assistente sociale ed anche ausiliari ed infermieri che non sono assegnati a reparti di emergenza-urgenza). Ma v'è di più. La Regione non parla di proroghe finalizzate alla stabilizzazione e, ciò, non a caso atteso che le stabilizzazioni avrebbero dovuto compiersi entro il 31 dicembre 2009 (ex legge 3 agosto 2009, n. 102, art. 17, commi 15-17). Ed ancora, proprio nel merito delle proroghe contrattuali giova rammentare che, in materia di contratti a termine, l'articolo 49 del decreto legge 112 del 2008, (convertito, nella legge 133 dle 2008 e che sostituisce l'articolo 36 del decreto legislativo 165 del 2001), ha fatto divieto alle amministrazioni, incluso le Asl, "di ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio". Ciò significa che, già, dal 25 giugno 2008 (data di entrata in vigore del citato decreto legge) chi ha maturato il requisito di un triennio di anzianità nel quinquennio non può più essere utilizzato con qualsivoglia tipologia contrattuale dalla medesima amministrazione. Ed allora, non si comprende come si possa gioire, da parte dei politici e dei sindacati, di una situazione a dir poco catastrofica, dove la Asl ha compiuto una serie di omissioni ed inadempienze clamorose (mancata redazione dotazione organica e piano di fabbisogno triennale del personale) che avrebbero consentito di procedere alle stabilizzazioni negli anni precedenti. Si è preferito, invece, prendere in giro il personale, illuderlo». Pie. Pag.

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Pietro Pagliarella

17/07/2010

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