A sostenerlo è il presidente della sezione Turismo di Confindustria Frosinone, Antonio Russo. Perchè? «La presentazione della proposta di legge "Istituzione delle zone franche termali" ha il merito di aver acceso un riflettore sull'intera industria termale — spiega Russo — ma il testo penalizza fortemente alcune realtà , tra cui Fiuggi, negandole di fatto le agevolazioni. La proposta, infatti, prevede l'istituzione di zone franche termali nei Comuni con un numero di abitanti non superiore a 80.000 e nei quali abbia sede uno stabilimento termale gestito dall'Eagat, in tutto 13 stabilimenti in Italia. È di tutta evidenza la discriminazione, e di conseguenza la disparità di trattamento, rispetto ad altre realtà come le Terme Fiuggi non Eagat. Tali agevolazioni peraltro prevedono un'esenzione fiscale e contributiva destinata ad incidere in misura davvero marginale sulla situazione delle aziende termali che necessitano invece di interventi rilevanti sia sul piano strutturale che organizzativo. Infatti, per il ruolo trainante che gli stabilimenti termali svolgono sull'economia dei territori appare di tutta evidenza coma la realizzazione degli interventi predetti debba risultare elemento prioritario ed oramai indifferibile rispetto a misure di sostegno "a pioggia" dell'indotto che in assenza di ristrutturazioni predette risulterebbero unicamente palliative. In termini più generali intendiamo ribadire l'urgente necessità , più che di interventi economici di corto respiro, di individuare percorsi virtuosi di privatizzazione che consentano alle imprese di riappropriarsi del ruolo di primo piano». Di queste questioni si parlerà giovedì a Roma nel convegno promosso da Confindustria sui dieci anni della legge di riordino del settore. L. Ser.
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06/07/2010