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In una conferenza stampa non certo inattesa, l'ex assessore alla pubblica istruzione del Pd Salvatore Raoni ha esternato il suo stato d'animo non nascondendo la sua amarezza e prendendo posizione rispetto alla sua esclusione.
«In settimana c'è stata una discussione interna che ha portato alla mia esclusione, che ho dovuto accettare. È chiaro, però, che non mi sarei aspettato di essere io l'escluso tra i tre assessori, in quanto mi ero già ritrovato nella stessa situazione cinque anni fa ed ero stato costretto a rimanere fuori dall'amministrazione per quasi tre anni». Non manca una critica ai criteri con cui il partito ha portato avanti la scelta: «Per quanto mi riguarda – ha spiegato Raoni – posso garantire che ho sempre fatto politica con passione e queste scelte fanno riflettere sull'opportunità di andare avanti. Credo, però, nella politica e vorrei dare ancora tanto al partito per affermare un senso di giustizia politica e arrivare a dare dei giudizi sereni sull'operato degli assessori». Raoni commenta anche la scelta portata avanti dall'amministrazione, riguardo all'azzeramento degli assessori e alla redistribuzione delle deleghe. «Non ho condiviso l'azzeramento nella giunta dei soli assessori del Pd e, infatti, avevamo chiesto l'azzeramento totale. Così come non ho ben visto la riassegnazione delle deleghe, che hanno portato a una divisione tra l'assessorato alla pubblica istruzione, quello della cultura e dell'edilizia scolastica. I tre ambiti andrebbero gestiti da un unico assessore». All'ex assessore resta comunque la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro: «Come responsabile dell'edilizia scolastica sono riuscito, in sinergia con l'amministrazione, a investire circa 300.000 euro sulla manutenzione delle strutture, mentre abbiamo ottenuto un finanziamento dalla Regione per risolvere il problema del sovraffollamento della scuola di via Passo del Cardinale, con la costruzione di una nuova struttura per cui andrà individuata un'area adatta. La parte restante della nuova costruzione sarà finanziata con la vendita dell'ex scuola di via Marano. Spero di aver fatto capire come un occhio di riguardo spetti anche agli investimenti sulla cultura, che è il futuro. Per questo credo sia necessario non considerare la cultura e la pubblica istruzione come assessorati minori, che sono i primi che di solito, nel caso di crisi politiche, vengono messi in discussione».
Marco Pirri
11/10/2009
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