Mario Marani, ha fatto alcuni passi avanti nel folto della giungla politica per ritrovare l'identità del partito di centrodestra, la stessa giungla dove si è perso anche il senso politico profondo che anima il partito fondato da Berlusconi e Fini. Sono partite indagini serie per conoscere la verità sui dissapori nati fra i sei consiglieri eletti dal popolo di centrodestra che certamente non stanno agendo per il fine per cui sono stati votati. E come in una primo Liceo, il coordinatore appare ancora arenato a comprendere i contenuti di una diatriba che non solo sarà un buco nell'acqua, ma che nei vari armadi della classe nasconde ancora molti scheletri lasciati lì a testimoniare che le elezioni non si vincono con i litigi, che la politica non si fa con gli insulti e che il mandato dato dagli elettori non si esegue facendo del teatrino politico. No. Non è così che ci aspettavamo l'opposizione, che dopo aver promesso di agire con coerenza e legittimità nel portare avanti una politica di opposizione intransigente ma intelligente, ora sta affogando nella melma dell'orgoglio e della più becera lotta intestina. Il dott. Marani ce la sta mettendo tutta per riportare la pace nel Pdl, ma ha trovato resistenze proprio da quei personaggi che invece avrebbero dovuto dare esempi rari di operatività e collaborazione.
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10/10/2009