"Se ci sono cittadini mortificati e delusi a causa delle norme adottate dalla Regione, a mio parere non sono tanto quelli del Lazio, ma quelli di Alatri! Per una serie di considerazioni". La prima: "Trattandosi di un piano casa, che cosa c'entrano le altre destinazioni diverse da quelle dell'abitazione? Non dovevano queste norme, secondo anche le dichiarazioni del presidente Berlusconi, consentire di fare una stanza in più per poter soddisfare le esigenze della famiglia? E allora che cosa c'entrano gli immobili destinati ad attività commerciali, industriali, direzionali, ricettive?". Altra considerazione: "Se, dopo oltre 50 anni dall'approvazione del Prg, l'80% del territorio comunale ha ancora una destinazione agricola, nonostante il grande sviluppo abitativo delle contrade, la colpa è della Regione? E ancora: se, dopo oltre 20 anni dalla legge 47/85 sul condono edilizio, non sono state ancora definite le istanze di condono e non sono state approvate le perimetrazioni dei nuclei abusivi esterni, nonostante gli elaborati tecnici siano a disposizione da novembre 2007, la colpa è della Regione? E, infine, per quanto riguarda le zone agricole, come poteva la Regione Lazio andare contro la stessa legislazione regionale già in vigore in materia urbanistica?". Per De Santis, se molti alatrensi, in particolare quelli delle zone esterne, hanno perso l'opportunità di ampliamento della loro casa, tale da poter soddisfare le loro esigenze, "La responsabilità è esclusivamente dell'amministrazione comunale che aveva tutti gli strumenti, compreso il regolamento per il calcolo del cosiddetto danno ambientale, per intervenire nel rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria".
Vai alla homepage
15/08/2009