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Nomadi non solo a Roma: anche nella nostra provincia potrebbero arrivare alcune famiglie da inserire nei Comuni più grandi. Non veri e propri campi Rom, quindi, ma nuclei di 3 o 4 famiglie che vogliano integrarsi nel nostro territorio.
Se ne è discusso ieri mattina nella sede della Prefettura di Frosinone, dove si è tenuto il secondo vertice sull'emergenza nomadi che potrebbe portare al trasferimento dei campi dalla capitale alle province. Presenti il prefetto di Frosinone, Piero Cesari; il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che è anche commissario straordinario per l'emergenza nomadi; per l'amministrazione provinciale c'era il vice presidente Fabio De Angelis; convocata anche una rappresentanza dei sindaci del territorio. Non tutti, come era avvenuto nell'incontro del 21 gennaio scorso, ma solo i primi cittadini dei Comuni più grandi, fra cui Cassino, Sora, Alatri, Anagni. Un incontro interlocutorio per valutare la possibilità di inserire alcune famiglie Rom nel nostro territorio: nelle case famiglia o nelle case popolari dei Comuni che presenteranno appositi progetti d'integrazione e che per questo otterranno anche dei finanziamenti. Per ora è solo una proposta: non c'è alcun accordo, ma bisognerà studiare la situazione e valutare le decisioni da adottare. Una prospettiva in linea con quanto emerso in occasione del vertice di gennaio, quando il prefetto Cesari aveva dichiarato che non ci sarebbe stata alcuna imposizione verso i Comuni del territorio, che quindi sarebbero stati liberi di aderire o meno ai progetti di accoglienza di famiglie Rom, lo stesso prefetto avrebbe poi raccolto le adesioni, mentre il coordinamento sarebbe spettato al presidente della Provincia. In effetti, con il rinnovo dell'amministrazione provinciale bisognerà ripartire da zero, se ne riparlerà solo dopo l'estate, probabilmente tra settembre e ottobre. In definitiva, non ci sarebbero campi nomadi all'orizzonte della nostra provincia. Ma se ne parla e tanto basta a creare agitazione. Basti pensare a quanto accaduto all'inizio dell'anno, quando nel cassinate è stata organizzata una raccolta di firme per scongiurare l'ipotesi di insedimento di un campo Rom o ai recenti, spiacevoli fatti di cronaca che hanno coinvolto il campo degli Altipiani di Arcinazzo. Il tema è tornato d'attualità alcuni giorni fa: sulla questione Rom venerdì scorso c'è stato un incontro fra i quattro presidenti delle Province del Lazio: Cusani di Latina; Iannarilli di Frosinone; Melilli di Rieti e Mazzoli di Viterbo che si sono detti contrari alla proposta del sindaco di Roma, Alemanno, di spostare i nomadi in campi autorizzati al di fuori della capitale. Nell'occasione, il presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, aveva spiegato che in Ciociaria c'è un problema di mancanza di aree adeguate all'accoglienza, fatto che potrebbe causare scontri tra immigrati e residenti. «La provincia di Frosinone non è pronta a progetti di questo tipo» aveva sentenziato il presidente Iannarilli nel corso dell'incontro, ora che la proposta appare «ridimensionata» bisognerà comunque valutarne l'impatto sui Comuni eventualmente coinvolti.
Franca Roma
21/07/2009
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