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La sua latitanza aveva le ore contate. Proprio domenica sera, infatti, è finito in manette il quinto uomo accusato degli attentati al Bingo di Ferentino. S.C.I., trentenne romeno, è stato arrestato a Campo di Carne, una frazione di Aprilia, dai carabinieri della locale stazione unitamente ad una pattuglia della Compagnia di Intervento Operativo dell'Aliquota del Battaglione Lazio di Istanza proprio ad Aprilia.
Erano all'incirca le 19 di domenica quando i militari, nel corso di un normale accertamento, hanno deciso di controllare i clienti di un bar nella zona di Campo di Carne. Ad insospettire i carabinieri l'evidente nervosismo che aveva subito mostrato il romeno, alla vista dei militari. L'uomo, che stava giocando con uno dei videopoker posizionati all'interno del bar, non ha fatto resistenza alcuna alla richiesta dei documenti da parte degli investigatori che, immediatamente, hanno rilevato che a carico del trentenne pendeva una ordinanza di custodia cautelare, quella emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma. Pesanti le accuse a suo carico: incendio ed estorsione per i fatti riguardanti gli attentati al Bingo risolti brillantemente dalla Squadra Mobile della Questura di Frosinone, diretta dal dott. Carlo Bianchi, con l'arresto di Aldo Coiante, considerato il capo dell'organizzazione criminale e di altri tre uomini, reputati gli esecutori materiali, tra i quali anche Gabriele Piras, già in carcere perchè accusato dell'omicidio del suocero del giocatore della Roma Francesco Totti. In realtà, le indagini condotte dalla Squadra Mobile avevano già portato all'identificazione del quinto uomo, S.C.I., appunto, e alla sua individuazione, effettuata in collaborazione con i carabinieri di Aprilia, proprio in quel comune. L'ultima fase delle indagini consisteva, dunque, nell'individuarlo materialmente. L'arrestato, di fatto, sembra che abbia avuto un ruolo marginale relativamente agli attentati al Bingo. Infatti pare sia responsabile, insieme al Piras di un unico incendio, quello del 17 maggio 2008, che non arrecò grossi danni alla struttura. Furono, infatti, accatastati alcuni copertoni di gomma all'esterno dell'ingresso principale e furono dati alle fiamme. Condotto in carcere a Latina verrà messo a disposizione della Procura di Roma. Ma.Col.
Marilena Colagiacomo
21/07/2009
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