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«La crisi economica mondiale ed il crescente grado di disoccupazione e precarizzazione della società ci impone di intervenire per salvaguardare le fasce più deboli della popolazione lavorativa, in questo caso coloro che hanno già vissuto la traumatica esperienza delle perdita del posto di lavoro e che hanno creduto e sperato di poter trovare condizioni ed opportunità per un impiego dignitoso».
Questo è il fermo convincimento dell'assessore provinciale al lavoro Simone Costanzo riguardo alla situazioni dei lavoratori socialmente utili. «Nella nostra provincia i lavoratori socialmente utili sono circa mille - prosegue Costanzo - Un numero abbastanza significativo. Nei comuni al di sotto dei cinquemila abitanti questi lavoratori hanno già trovato un impiego. Il problema riguarda soprattutto i grandi centri come Frosinone. L'amministrazione provinciale sta lavorando per trovare una soluzione ma purtroppo la casse dei Comuni sono quasi vuote e gli incentivi della Regione Lazio non bastano. L'ultima decisione - continua ancora l'assessore provinciale - della Pisana prevede una buona uscita di 30.000 euro per gli lsu che decidono di cedere il proprio posto in graduatoria. Per non parlare poi della "sbalorditiva" decisione di non prevedere nel Bilancio 2009 risorse finanziarie indispensabili per la prosecuzione di dette attività all'interno degli istituti scolastici. Si rischia di far scoppiare una vera e propria "bomba sociale" le cui conseguenze per il nostro territorio assumerebbero contorni drammatici».
Il grido d'allarme sulla drammatica situazione in cui si trova tutto il nostro territorio viene lanciato anche dal segretario provinciale della Cisl Pietro Maceroni.
«Tante famiglie - spiega Maceroni - vivono in uno stato di povertà meno apparente rispetto a quella metropolitana, ma che comunque è presente in maniera determinante. Più di 80.000 persone vivono con pensioni incredibilmente al di sotto dei 600 euro, mentre ancora tante sono quelle che hanno un reddito inferiore ai settecento euro mensili, senza dimenticare gli lsu che vivono con circa 500 euro al mese, le tante donne abbandonate e l'esercito dei disoccupati. Una realtà che riguarda il 21% della popolazione. Gli lsu rappresentano una grande preoccupazione, in quanto si tratta di persone che vivono in uno stato di equilibrio precario. Spetterebbe agli enti locali e al governo centrale il compito maggiore per fronteggiare questo triste fenomeno».
Una povertà in aumento, dunque, e non si può negare che la situazione in provincia sta diventando sempre più difficile. Prima gli interventi di aiuto riguardavano più cittadini stranieri che italiani, da qualche tempo invece anche il numero degli italiani che chiedono aiuto è in costante crescita. Nell'ultima manifestazione svoltasi davanti al Palazzo della Prefettura gli lsu presenti sbandierevano uno striscione con su scritto: «Noi senza futuro, voi senza servizi. Basta con il lavoro nero». E da allora niente sembra essere migliorato.
Vera Keta
22/02/2009
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