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Multiservizi, il 2009 è l'anno della verità

Frosinone Multiservizi: il 2009 è l'anno decisivo. La società è stata costituita il 4 marzo 2005 con lo scopo di dare occupazione ai precari storici, ossia i lavoratori socialmente utili in carico al Comune di Frosinone, Alatri e alla Provincia.

Tali enti diventarono soci e sottoscrissero il capitale rispettivamente al 20%, 11%, 20% e con il 49% della Regione Lazio con Proteo. Dopo la sottoscrizione dei contratti di servizio e il completamento delle graduatorie, le attività iniziarono il 1° luglio 2006. La Multiservizi occupa 266 persone, mentre 19 sono i servizi erogati: 11 per Frosinone, 5 per Alatri e 3 per la Provincia. Il problema è esploso in tutta la sua drammaticità alla fine dell'anno scorso, quando il cda della società doveva votare il bilancio 2008, ma l'amministratore delegato chiariva che bisognava prima mettere mano al piano industriale, risalente al 2004, quindi con un quadro economico datato, insufficiente alla copertura dei costi. Inoltre, come ha insistentemente fatto notare il Comitato di lotta per il lavoro, a giugno di quest'anno termineranno gli aiuti economici regionali e nazionali, nonché gli sgravi contributivi e gli enti che ricevono servizi dalla società dovranno versare l'intero contributo previsto dai contratti di servizio: 4.630.000 euro.

Il Comune di Frosinone, che ha il maggior numero di lavoratori, passerà dagli attuali 1.300.000 euro a 3.100.000 annui; Alatri dovrà sborsare 1.000.000 di euro; la Provincia 280.000 euro. A gennaio lo spettro della messa in liquidazione della società: per il 2009, le entrate previste dai contratti di servizio che scadranno a giugno 2011 ammontano a 4.582.000 euro, il costo della struttura è di 925.000 euro, la spesa per il personale è di 4.850.000 euro per perdite annue stimate intorno a 1.200.000 euro. Una situazione di grave crisi economica in cui i lavoratori hanno visto sempre riflessi politici, con accuse ai soci, rei di non avere vigilato adeguatamente sulle scelte societarie: 13 persone assunte nella dirigenza quando il piano industriale ne prevedeva 5; due sedi pagate migliaia di euro; ruoli tecnici definiti dalla politica piuttosto che dalle esigenze organizzative.


L'unica via d'uscita sarebbe nella rimodulazione del valore dei contratti di servizio con un aumento di poco superione al milione di euro, ciò per continuare ad assicurare i livelli di reddito minimo che variano dai 750 agli 850 euro mensili; la riduzione di almeno il 50% dei costi di struttura; il ridimensionamento del personale dirigenziale; l'applicazione piena e corretta del contratto Federculture, a cominciare dall'inquadramento organico, senza riduzione del personale né abbassamento di ore. Con i posti fortemente a rischio e i salari solo sulla carta della busta paga, i lavoratori hanno dato il via a un inverno «caldo» con una serie di lettere, proteste, incontri, presidi.


«Oggi che gli enti devono accollarsi il giusto costo dei propri lavoratori - dicono - nascono problemi. Ma per gli 11 anni precedenti, quando gli lsu erano gratuiti e senza diritti e hanno fatto risparmiare solo al Comune di Frosinone tra i 25 e 30 milioni di euro, qualcuno ha mai protestato?». Gli incontri sono proseguiti fino alla tappa fondamentale rappresentata dal Consiglio comunale dell'11 febbraio scorso, quando i lavoratori hanno protestato sulle scale del palazzo comunale con tanto di cartelli appesi al collo.

Chiedevano un incontro, che poi effettivamente c'è stato, con i capigruppo consiliari, lamentavano ritardi, approssimazione nella gestione, costo del lavoro troppo alto. Nell'occasione il sindaco, Michele Marini, confermò la disponibilità ad intervenire con una commissione ad hoc e un Consiglio comunale dedicato. I lavoratori si sono riuniti nuovamente giovedì scorso, all'assemblea è stato invitato anche l'amministratore delegato della società per il punto sul futuro della Multiservizi. Tra le novità più importanti figurano l'intenzione da parte della Provincia di assegnare nuovi servizi alla società (c'è già l'avviso pubblico per la selezione di circa 100 persone) e il proposito del Comune di destinare alla Multiservizi anche il servizio relativo alla verifica degli impianti termici. Dal canto suo, l'ad ha già tagliato i costi accessori della società, come consulenze esterne e affitti, inoltre, a giorni presenterà ai soci il nuovo piano industriale. Un piano che mette mano anche alla questione dell'adeguamento salariale e alla necessità di rimodulare i contratti di servizio.

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Franca Roma

22/02/2009










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