Attività che servivano a piazzare vetture con documenti ricostruiti con modalità varie. È stata un'attività imponente con un dispiego di duecento uomini e sessanta mezzi con ventiquattro perquisizioni oltre agli arresti effettuati. Per quanto riguarda il nostro territorio, l'operazione ha riguardato la zona che da nord va a sud lungo la direttrice Sora, Castrocielo, Pontecorvo e Cassino, con propaggini ad Aquino. Abbiamo concentrato la nostra attenzione su diversi autosaloni ciociari. Durante l'inchiesta è emerso che l'attività criminosa posta in essere è quella dell'associazione mafiosa tant'è che il principale reato che allo stato attuale viene contestato dall'autorità a buona parte dei soggetti coinvolti è quello tipico del 416 bis a cui si aggiungono altri reati come la fraudolenta distruzione e rigenerazione di documenti di circolazione dei veicoli, poi il falso, la truffa e l'estorsione. Abbiamo scoperto che venivano immessi sul mercato nostrano veicoli sia di provenienza nazionale che estera facendo però una concorrenza sleale nei confronti dei competitori. L'attività da noi messa in atto ci ha consentito di fotografare la situazione in provincia. Abbiamo riscontrato una presenza commerciale forte di questi sodalizi che hanno richiesto da parte nostra un grande impegno. Il lavoro messo in campo ha preso le mosse da altre indagini collegate. Un lavoro il nostro certosino che ha dato ottimi frutti». L'inchiesta, però, ha investito anche membri delle forze dell'ordine, sul punto il colonnello Sparagna è stato categorico: «Non abbiamo fatto e non faremo sconti a nessuno. Sono due gli appartenenti alle forze dell'ordine coinvolti. Vaglieremo approfonditamente le loro posizioni». Così come saranno passate sotto la lente di ingrandimento le posizioni anche di coloro che hanno acquistato veicoli negli autosaloni finiti sotto inchiesta.
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10/02/2009