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Trevi nel Lazio

Gli immigrati tornano in piazza: «Vogliamo il permesso di soggiorno»

Dodici cittadini somali, alloggiati agli Altipiani di Arcinazzo nell'hotel «Il Caminetto» e in attesa della concessione del permesso di soggiorno per rifugiati politici, hanno dato vita ieri nel primo pomeriggio ad un'azione pacifica di protesta a poche centinaia di metri dal centro ospitante.

A muoverli in questa pubblica denuncia, le lungaggini legate al rilascio del permesso, senza il quale è per loro impossibile cercare lavoro. Sui pochi striscioni tenuti in mano dagli immigrati si leggeva un ringraziamento esplicito al governo italiano per l'accoglienza, ma si chiedeva di accelerare i tempi per consentire loro di inserirsi nel tessuto sociale ed economico italiano. Le forze dell'ordine hanno raggiunto tempestivamente i manifestanti e li hanno convinti a rientrare nei loro alloggi, senza che la situazione causasse alcun problema di ordine pubblico. Ai dodici ragazzi somali è stato inoltre spiegato l'iter burocratico-amministrativo previsto per il rilascio del permesso di soggiorno: un'apposita commissione del Ministero dell'interno convoca a scaglioni i richiedenti asilo e dopo accurate valutazioni decide in merito alla concessione o meno del permesso. Molti immigrati ospiti degli Altipiani di Arcinazzo sono stati convocati ed ascoltati dalla commissione all'inizio di gennaio e sono per questo in attesa di una risposta imminente, calcolando un tempo medio di istruttoria di circa trenta giorni.
Questo spiegherebbe anche il motivo di un numero così esiguo di manifestanti, rispetto ai cinquanta che hanno protestato lo scorso dicembre. Allora se ne era interessato anche il prefetto Cesari che, avendo ascoltato tutte le parti coinvolte, si era fatto interprete presso il ministero di tutte le esigenze connesse al caso. Di contro, è anche possibile che il basso numero degli immigrati in protesta, sia stato dovuto ad una scelta precisa di limitare le esternazioni pubbliche, come hanno in parte hanno confermato la titubanza generale ed il diffuso «no comment» che hanno accolto la nostra visita al centro ieri pomeriggio.

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Federico Caponera

10/02/2009










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