Come fosse possibile uno spettacolo così suggestivo, stile Niagara, con un salto di così pochi metri era - e non è un modo di dire - sotto gli occhi di tutti: schiuma. Bella, bianca, soffice, per dirla poeticamente con Giorgio Gaber. Ma di poetico non c'era granché. E stiamo parlando di oltre 20 anni fa. Da allora ad oggi viene presumibile pensare che qualcuno degli organi preposti si sia accorto che qualcosa in quel corso d'acqua non andasse. E allora le domande sono conseguenti: chi ha fatto analizzare le acque in questi anni? Cosa è uscito dalle analisi? Perché nessuno - fino alle evidenze di questi tempi - ha mai pensato di farne un caso pubblico? Chi ha monitorato la salute dei cittadini? E soprattutto: chi li ha (o non li ha) tutelati? E' imbarazzante parlare oggi di un «caso» che di oggi non è. E allora, per favore, evitateci almeno le prese in giro, le facce sorprese, gli anatemi, le dichiarazioni di «intervento immediato». La gente, quella vera, quella che non vive nei Palazzi ma nelle case, è più di vent'anni che sa di cosa stiamo parlando. E le aziende che a Roma e in Ciociaria lavorano (e producono scorie) probabilmente lo sanno anche da prima. Solo i politici e le Asl non si erano accorti di nulla. E passando con le proprie «auto blu» vicino alla cascatella di Sgurgola probabilmente pensavano: com'è romantica...
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04/02/2009