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Come arrivare all'appuntamento delle elezioni regionali del 2010? E' la domanda che in questi giorni, al di là di ciò che potrebbe sembrare dalle dichiarazioni stampa che giustamente la cronaca impone alla politica, tiene banco nelle (segrete) stanze della Pisana.
E non da oggi, per la verità. Che ci sia un problema rispetto al voto del 2010 è abbastanza evidente: sul fronte della maggioranza c'è il caso-rimpasto, ci sono le mozioni di Rifondazione, le accelerazioni dell'Italia dei valori, i malumori dello Sdi (per non parlare del Pd, Ds o Margherita in egual misura), ci sono le riunioni che il Presidente, in maniera informale ma decisamente sostanziale, sta facendo per mettere a punto la strategia elettorale puntando sul proprio nome piuttosto che sui partiti. E' un'operazione che ha già funzionato la prima volta e che, vista la situazione attuale e le prospettive della sinistra, potrebbe ancor più funzionare in futuro. Il voto al difensore dei deboli, all'uomo che sta in mezzo alla strada, al giornalista che sa parlare alla gente potrebbe essere più funzionale di quello dato a partiti che nell'immaginario collettivo spesso rappresentano più zavorre che locomotive. E non solo nell'immaginario. Dunque Marrazzo lavora alla Lista Marrazzo, e il centrosinistra dovrà farci i conti. O forse sarà Marrazzo a dover fare i conti con il centrosinistra, visto che nonostante sia il presidente uscente la sua candidatura non è da tutti sottoscritta a priori, se è vero come è vero che circola già il nome di Gasbarra; e non è politicamente un buon segno per il Governatore. Per ora si aspetta il rimpasto, poi si vedrà.
Angelo Perfetti
28/01/2009
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