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L'occupazione, tra urla e spintoni, le accuse reciproche da parte dei vari schieramenti politici di non aver fatto abbastanza per salvaguardare il reparto di ostetricia-ginecologia dell'ospedale di Anagni, le riunioni politiche e delle associazioni civiche che da qualche giorno hanno luogo proprio lungo i corridoi del reparto, non sembrano in grado di poter fermare la forza della vita.
Tra ieri l'altro e ieri, infatti, presso l'ospedale di Anagni sono nati ben tre bambini. I blog cittadini accolgono con soddisfazione la notizia: sul blog Anagni-Blogolandia, primo a riportare la notizia, si legge: «Anagni ha dato la risposta più bella ai ragionieri incapaci che considerano la sanità pubblica uno spreco. Il reparto di ostetricia proprio grazie all'occupazione ha potuto accogliere questi due nuovi nati. Condizioni di salute ottime. Niente di meglio della vita può sconfiggere la morte programmata dell'ospedale di Anagni».
Intanto, è stato rimandato a questa mattina alle ore 9, l'atteso incontro previsto per ieri pomeriggio nell'ospedale anagnino tra esponenti politici, rappresentanti sindacali e delle associazioni civiche e il dott. Raffaele Ciccarelli, direttore amministrativo della Asl di Frosinone; ieri, nel tardo pomeriggio, nella sede di via Garibaldi messa a disposizione dal partito di Rifondazione Comunista si sono incontrati i segretari provinciali delle principali forze politiche di centrosinistra per fare il punto della situazione. Dai responsabili del movimento «Uniti per il cambiamento» arriva, invece, un segnale forte all'indirizzo del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: tutti insieme chiedono a gran voce sospensione immediata di chiusura del reparto. Segnali incoraggianti, comunque, sembrano arrivare in queste ore dalla Pisana: stando a voci ufficiose lo stesso presidente della Regione, infatti, avrebbe acconsentito ad un incontro da tenersi nei prossimi con i rappresentanti della popolazione anagnina.
Guglielmo e Galliano Vecchi, esponenti di spicco della locale sezione Udc di Anagni, tra i primi a lanciare l'allarme sanità in città, contestano fortemente le scelte della direzione aziendale sanitaria provinciale: «Purtroppo - dicono - rileviamo che a questa dirigenza Asl non interessa la salute dei cittadini, le loro azioni sono disastrose, mancano di programmazione e addirittura di conoscenza del territorio. Per risparmiare farebbero bene a dare qualche consulenza in meno probabilmente improduttiva che eliminare reparti ospedalieri. Stanno pian piano chiudendo l'ospedale cittadino, questo comportamento irresponsabile allontana l'utenza e getta discredito sulle capacità professionali, chi vuol farsi curare in un ospedale che balza agli onori della cronaca per il continuo stillicidio di chiusura oggi di un reparto e domani di un altro?».
Anche Enrico Trulli, esponente di Anagni Giovane, interviene al dibattito e, al nostro quotidiano, dichiara: «L'intero movimento politico "Insieme... oltre i poli", ha intenzione di battersi strenuamente affinché l'ospedale cittadino non sia ridotto ai minimi termini; abbiamo preso parte convintamente all'occupazione dei giorni scorsi e siamo disposti a continuare, se si dovesse rendere necessario. Per noi, la salute non ha certo colore politico in quanto è diritto che spetta a tutti. Se lunedì mattina, come speriamo, non arriveranno da Frosinone buone notizie sul reparto di ostetricia-ginecologia, riprenderemo l'occupazione ad oltranza».
Ivan Quiselli
09/01/2009
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