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Tutto è pronto (o quasi) per l'imponente manifestazione indetta per domani dalle organizzazioni sindacali davanti ai cancelli del Ministero delle attività produttive a Roma per protestare contro l'attuale situazione in cui versano le oltre 1400 famiglie dei lavoratori dipendenti dello stabilimento Videocon.
Francesco Scalia, presidente della Provincia di Frosinone, intanto, prosegue lo sciopero della fame «nel tentativo - afferma al nostro quotidiano - di fare in modo che il 18 dicembre sia la data risolutiva per tutta questa triste vicenda».
Proprio al presidente Scalia abbiamo rivolto alcune di domande.
Presidente Scalia, come si sente?
«Bene, compatibilmente col fatto che da un giorno non mangio».
Cosa spera di ottenere mettendo in atto questa clamorosa forma di protesta?
«La mia intenzione è quella di chiedere a gran voce che al tavolo delle trattative ci siano esponenti del Governo e non soltanto funzionari che non hanno peso politico tale da consentire un epilogo positivo dell'intera vicenda».
Ha ricevuto solidarietà, in queste ore, da parte dei suoi colleghi politici?
«Non aspiro a ricevere solidarietà. Solidarietà va data, a mio avviso, agli oltre 1400 lavoratori della Videocon di Anagni che rischiano di restare senza sostentamenti».
Intanto, quanto, ancora oggi, si legge sul sito commerciale della società indiana che fa capo alla famiglia Dooth (www.videoconworld.com) sembra essere stato disatteso in pieno: «Videocon del piano strategico per Anagni comporta l'arresto progressivo di produzione Crt e il rapido sviluppo di nuove attività, incentrato sulla produzione di schermi piatti, in particolare sulla produzione di pannelli al plasma, Crt e Tv Fpd montaggio, ma anche produzione di condizionatori di aria condizionata».
Anche l'on. Antonello Iannarilli ha voluto dedicare un pensiero ai 1400 lavoratori dello stabilimento anagnino della Videocon: «Conosco bene la situazione e per questo dico che il grosso problema è la carenza di imprenditori interessati al sito e disposti a mantenere gli attuali livelli occupazionali. Al di là dell'impegno del Governo, che c'è stato e ci sarà, il nodo da sciogliere riguarda proprio gli investitori. Continuerò comunque ad interessarmi alla vicenda, anche per cercare possibili strumenti mirati ad incentivare l'acquisizione da parte di nuovi proprietari».
Solo pochi giorni fa, i lavoratori dello stabilimento di località Selciatella avevano bloccato l'autostrada del Sole praticamente dividendo in due l'Italia. Tale clamorosa protesta, ebbero a dire i rappresentanti sindacali, fu messa in atto per due motivi: «Il primo era quello di mettere di nuovo al centro dell'attenzione pubblica e degli organi istituzionali la vertenza della Videocon che, ad oggi, ci sembra passata di moda tra quei politici che fino a ieri facevano la fila per portarci il loro sostegno; l'altro è stato quello di ottenere un incontro col Governo Italiano e la proprietà dello stabilimento».
Ivan Quiselli
17/12/2008
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