Abbiamo già affrontato questo tema, ma non ci stancheremo di ricordarlo. Le famiglie, quelle che il «bilancio» lo fanno ogni mese e non ogni tre anni, hanno i nervi scoperti su questo argomento.
E non è un caso se proprio sul documento di programmazione economica e finanziaria della Regione si siano ancora una volta concentrate speranze (di chi governa) e critiche (di chi è all'opposizione).
Per onestà intellettuale bisogna partire da un dato: i soldi non ci sono. In compenso ci sono i debiti, e tanti, accumulati (questo va riconosciuto) in anni diversi, in cui governi di centrodestra e centrosinistra si sono succeduti.
Che l'economia sia in crisi non lo dice solo la congiuntura internazionale, ma lo dicono soprattutto le migliaia di lavoratori che si stanno ritrovando, un po' in tutte le province, in cassa integrazione (quando va bene).
Dunque è auspicabile che al di là delle intenzioni, pur buone, si metta mano da subito a progetti realmente eseguibili, con oggettive ricadute occupazionali e con tempi certi. E non bisogna lasciarsi sfuggire i soldi che l'Europa mette a disposizione. Non sarebbe facilmente spiegabile a chi faticosamente cerca di «inventarsi» nuove attività per creare sì profitto ma anche nuovi posti di lavoro.
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11/12/2008