In più si parla di tagli di posti letto, di riconversione di ospedali, di spesa farmaceutica che inizia ad abbassarsi, di eliminazione della diagnostica per immagine inappropriata.
Che il tema sia «caldo» è comprensibile: va a toccare le tasche dei cittadini su una delle poche cose che, in una generale situazione di indigenza, conta veramente: la salute.
Le polemiche politiche si infittiscono poi sui «baroni» che non vogliono perdere i privilegi acquisiti e sulle cliniche che hanno investito in personale specializzato e che ora non possono cambiare tutto (e tutti) dall'oggi al domani.
Nessuno però ci sembra parli apertamente del costo di un posto letto ospedaliero, che nel Lazio risulta decisamemente più alto che nel Nord. Forse, per diventare virtuosi, basterebbe concentrarsi sul perché di questi costi così alti rispetto ad altre zone d'Italia, dando per scontato che i malati sono pressoché gli stessi.
Chissà, come in particolari nodi marinari che sembrano strettissimi, potrebbe bastare mettere il dito nel punto giusto per sciogliere immediatamente la matassa.
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03/12/2008