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Frosinone

I lavoratori tornano in piazza

Il tempo inclemente di ieri non ha fermato la manifestazione organizzata dai sindacati confederali, in concomitanza con lo sciopero generale provinciale.

Un lungo corteo, infatti, ha sfilato sotto la pioggia da piazza Martiri di Vallerotonda fino a piazzale Vittorio Veneto, dove i dirigenti sindacali hanno tenuto il comizio di chiusura. Non si è trattato di una manifestazione contro qualcuno, hanno assicurato gli organizzatori, ma di un'iniziativa mirata a sollecitare l'attenzione dei rappresentanti istituzionali del territorio, affinché riaprano la concertazione, per intraprendere iniziative volte alla crescita della provincia e alla salvaguardia dell'occupazione: «La gente è qui in piazza con noi perché vogliamo affrontare problemi con cui sono costretti a fare i conti ogni giorno - ha dichiarato infatti Gabriele Stamegna, segretario generale della Uil di Frosinone - la vera emergenza sociale, adesso, è quella del lavoro, che qui in provincia ha assunto toni davvero allarmanti, e che deve essere sostenuto con ogni mezzo necessario». A tal riguardo, hanno affermato i rappresentanti sindacali, i dati parlano chiaro: il reddito pro capite a Roma è di 32.000 euro annui, mentre a Frosinone tale cifra scende a 17.000, e sempre 17.000 sono i nuclei familiari che, in questa provincia, vivono al di sotto della soglia di povertà; 106 sono invece le aziende del territorio che hanno usufruito, solo nel 2008, di procedure di Cigs o mobilità, tanto che le ore di cassa integrazione, a livello locale, sono state la metà di quelle dell'intera Regione. «Siamo in una situazione di emergenza straordinaria - ha quindi dichiarato Pietro Maceroni, segretario generale della Cisl di Frosinone - che investe non soltanto il settore economico ed industriale ma anche quello sociale. È necessario quindi un intervento straordinario per risolverla, e per dare prospettive ai lavoratori». A fronte di questa situazione, lo sciopero è uno strumento importante per farsi sentire, come ha sottolineato Domenico De Santis, segretario generale provinciale della Cgil. «Continueremo fino a quando non ci daranno ascolto - ha affermato - perché questa situazione non è più tollerabile». Non è mancata poi qualche «stoccata» alla Regione Lazio e al Governo nazionale da parte del segretario regionale della Cgil Claudio Di Berardino, che ha evidenziato come sia necessario affrontare il tema dello sviluppo locale, investendo anche in infrastrutture». «Il presidente della Regione Marrazzo rinunci all'incarico di commissario straordinario della sanità». Ha avanzato la richiesta Di Bernardino motivandola con il fatto che «l'atteggiamento ricattatorio» del Governo sul piano di rientro dal deficit sta di fatto costringendo la Regione a rinunciare a mettere in campo azioni mirate allo sviluppo ed agli investimenti per rilanciare l'economia e per ridurre le distanze tra Roma e le altre porvince». Poi ha concluso il segretario nazionale della Cisl, Giorgio Santini: «Vogliamo costruire un'economia nuova - ha dichiarato - che si contrapponga al capitalismo rapace e che parta quindi dal lavoro, perché senza lavoro anche i diritti fondamentali vengono meno».
 

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Daniela Di Vincenzo

29/11/2008

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