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Dpefr, previsioni di crescita dimezzate in sei mesi

Dpefr 2009-2010: in programma interventi pubblici per 2,1 miliardi di euro per attenuare gli effetti della crisi economica. «Siamo arrivati oggi a una crescita stimata intorno allo 0,55%. Nel documento che avevamo predisposto meno di sei mesi fa la previsione di crescita era dell'1%.

In meno di sei mesi la stima si è dimezzata» così l'assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, ieri in commissione Bilancio per illustrare il documento di programmazione economico-finanziaria regionale 2009-2011. La crisi economica globale ha costretto l'assessorato al Bilancio a rivedere al ribasso le stime di crescita del Pil regionale. Nel documento programmatico dell'esecutivo si legge che da un incremento dello 0,55% del Pil nel 2008, la crescita sarà dello 0,40% nel 2009, dello 0,90% nel 2010 e del 1,10% nel 2011. Tuttavia, gli effetti della crisi saranno fronteggiati con l'attuazione della programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei, come ha spiegato Nieri. In tutto, due miliardi e cento milioni di euro di interventi pubblici spalmati nell'arco di sette anni. «Ci troviamo in una situazione di grande complicazione che peggiora ogni giorno - ha detto Nieri - Abbiamo bisogno di dotarci di strumenti straordinari per affrontare la crisi economico-finanziaria. Essendo a oltre tre anni dall'avvio di questa legislatura, il documento prova a mettere in fila tutto ciò che abbiamo fatto. A questo punto andiamo alle scelte da fare da qui a un anno e mezzo. Per la ricerca, l'innovazione e il rafforzamento della base produttiva, la cifra che mettiamo in campo è consistente: 345 milioni di euro. Quando parliamo di come affrontare la crisi dobbiamo modulare gli interventi. Il Lazio e la locomotiva Roma tengono per le caratteristiche del sistema produttivo, vale a dire la larga diffusione della media, piccola e anche micro impresa. Il problema dell'accesso al credito era complesso prima, adesso è drammatico. Ci sono problemi nel flusso di capitali tra banche e dalle banche alle imprese. Possiamo dire che ci sono due grandi crisi: quella ambientale alla quale è destinato circa un terzo dei due miliardi e cento milioni di fondi strutturali e quella economico-finanziaria. Gli strumenti più forti che abbiamo, legati ai fondi strutturali, viaggiano proprio su questi due settori».

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26/11/2008










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