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«Noi senza futuro, voi senza servizi. Basta con il lavoro nero». Così recitava lo striscione sbandierato dai tanti Lsu della provincia di Frosinone che nella mattinata di ieri si sono ritrovati davanti al palazzo della Prefettura per difendere i propri diritti e soprattutto i propri posti di lavoro.
Una situazione esasperante che sembra non possa avere una rapida soluzione. Erano quasi in cinquecento ieri mattina i lavoratori che accompagnati dai rappresentanti sindacali chiedevano di incontrare il prefetto Cesari per avere da lui delle risposte certe e la promessa di un intervento presso il Governo. «Chiediamo di essere assunti - urlavano in coro i manifestanti. Vogliamo un futuro certo per le nostre famiglie». Da Casalvieri, Atina, Castro dei Volsci, Ceccano e S. Giovanni Incarico tutti uniti per chiedere al Governo il cofinanziamento di tutti gli enti pubblici, il riconoscimento dei contributi, la riapertura della disposizione per il prepensionamento. «Non siamo più disposti a fornire servizi a costo zero - ha dichiarato la rappresentante regionale della Federazione Rdb, Elisabetta Callari. La Regione Lazio si deve assumere le proprie responsabilità perchè, nonostante i fondi concessi dal Governo per l'assunzione degli Lsu, non ha mai fatto delle scelte decisive. Nessun Lsu è stato assunto negli ultimi anni. Nel Lazio ci sono 2000 lavoratori socialmente utili, e 1200 appartengono alla provincia di Frosinone. Ecco perchè a questa manifestazione c'è stata una forte adesione». In piazza ieri insieme agli operai c'erano anche gli amministratori di vari comuni. Ma se a parole le istituzioni sono sempre state a fianco dei lavoratori, nella realtà dei fatti di interventi concreti se ne sono visti veramente pochi. A metà mattinata i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto Cesari.
Vera Keta
22/11/2008
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