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Dopo i preoccupanti risultati emersi dall'indagine congiunturale rapida sul credito

La Federlazio chiede l'urgente convocazione del comitato provinciale per lo sviluppo

Luca Sergio
Com'era prevedibile, gli effetti negativi della crisi finanziaria mondiale si stanno manifestando subito sull'economia della provincia. Lo scenario diventa preoccupante. Perciò Federlazio ha chiesto al presidente della Provincia Scalia di indire prima possibile una riunione del Comitato per lo sviluppo allargata alle banche al fine di assumere, precisa il direttore Enzo Carlevale, «iniziative per tutelare una risorsa fondamentale per l'economia del nostro territorio».

L'iniziativa è dipesa dagli esiti di un'indagine congiunturale rapida sul credito che l'associazione ha promosso appena s'è visto che la situazione stava prendendo una brutta piega. «Provincia e Cciaa - spiega Fabio De Bernardis, presidente del Confidi Lazio - possono recitare un ruolo importante nel facilitare l'accesso al credito rafforzando il ruolo dei Confidi, in sinergia con la Regione, per superare le attuali difficoltà finanziarie del sistema imprenditoriale minore. Occorre impedire che l'indice di restrizione dei prestiti, passato dallo 0,19 di luglio allo 0,31 di ottobre secondo i calcoli della Banca d'Italia, peggiori ulteriormente». «Nella fase di crisi finanziaria, di cui è difficile prevedere durata e dimensioni - sottolinea il presidente della Federlazio Luigi Volante (foto) - le pmi sono quelle che soffrono di più e sulle quali occorrerebbe concentrare il massimo sostegno possibile attraverso un forte flusso finanziario da parte delle banche. Ciò al fine di evitare che l'imprenditoria minore paghi colpe non proprie». L'indagine ha preso a campione cento aziende e le risposte sono state tutte improntate a grande preoccupazione. Il 65,7% ritiene elevato il rallentamento economico, il 42,8 l'accesso al credito, nel 54,2% dei casi aumenti di affidamento, poi alti costi del denaro, commissioni e richieste di maggiori garanzie. Più restrittive risultano le banche nazionali in confronto a quelle locali. Per superare la crisi il 95,7% degli imprenditori ritiene importante la detassazione degli utili reinvestiti, il 91,4 l'abbassamento delle tasse, l'81 la ricapitalizzazione delle aziende e l'80% il rafforzamento dei Confidi.

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20/11/2008










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