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Scontro totale. Per la candidatura a presidente della Provincia, socialisti e democratici hanno dimostrato a chiare note che non sono disposti a farsi sconti.
Sarà una battaglia a tutto campo, dove per forza di cose uno solo dei due partiti uscirà vincitore, dove uno solo tra Gian Franco Schietroma e Francesco De Angelis sarà il candidato del centrosinistra. Anche se è chiaro che le diplomazie politiche riusciranno comunque a trovare una soluzione per entrambe le parti in causa. Da giorni, dopo le schermaglie delle scorse settimane, i due partiti ormai sono usciti allo scoperto, replicando colpo su colpo alle dichiarazioni dell'altro. Il Pd, forte di una presenza capillare sul territorio punta tutto sulle primarie, il Ps invece dal canto suo, sapendo che in provincia ha un forte consenso elettorale, confida sull'accordo che dovrebbero siglare a livello nazionale i due partiti di sinistra, dopo la divisione delle passate elezioni politiche. Oggi è il consigliere nazionale dei socialisti Vincenzo Schietroma a prendere posizione: «I richiami agli strumenti di cosidetta partecipazione democratica, come le primarie - spiega Pizzutelli - talvolta non tengono conto della presenza degli altri soggetti politici della coalizione. Mi spiego meglio: in primavera si vota in Italia per il rinnovo di ben 63 amministrazioni provinciali. Il partito Democratico, per quanto forte, non è in grado di vincere da solo e, quindi, non può monopolizare tutte le candidature a presidente delle 63 provincie. Pertanto, proprio per un'esigenza di effettivo pluralismo della coalizione, il Partito Socialista ha chiesto di poter esprimere almeno in una provincia la candidatura a presidente. Il nostro segretario nazionale, Riccardo Nencini, ha proposto la provincia di Frosinone come priorità assoluta, in considerazione del notevole consenso eletorale del Ps nella nostra provincia. D'altra parte, tale soluzione risponderebbe anche ad una giusta esigenza di alternanza, dal momento che nelle tre precedenti elezioni, sia alla provincia di Frosinone che al comune capoluogo, le candidature di vertice sono sempre state espresse dalle aree politiche che hanno dato vita al Pd ed hanno sempre ottenuto il consenso unanime degli altri partiti e dei loro elettori. La situazione è obiettivamente difficile, per cui è davvero opportuno che i livelli nazionali dei nostri partiti ci aiutino a superare positivamente questo momento di stallo. Un'ultima osservazione: sulla stampa sono apparse notizie, per altro non smentite, di veti a candidature socialiste. Mi rifiuto di pensare che chi ancora non fa parte del centrosinistra voglia già dettare condizioni discriminatorie ed offensive nei confronti di chi da sempre fa parte della coalizione in modo assolutamente leale e determinante».
Valentino Mingarelli
19/11/2008
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