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«Quando devo morire lo decido io, non certo un'azienda alla quale ho dedicato tempo e fatica».
Daniela Terrinoni dipendente delle terme, cinquantatré anni, ha annunciato ieri, dopo l'incontro tra sindacati e consorzio Gaia nel corso del quale è stata ribadita l'impossibilità nel pagare gli stipendi, di dare corso a uno sciopero della fame e della sete.
L'incontro si è svolto presso la palazzina medica ora sede degli uffici della Fiuggiterme. Oltre alle rappresentanze sindacali ha presenziato, seppur non partecipando al dibattito, un nutrito gruppo di dipendenti, ansiosi di conoscere il «verdetto» dell'azienda sulle mensilità relative ai mesi di agosto, settembre e ottobre. L'esito, come è logico dedurre, dal gesto di Daniela, non è stato quello auspicato dai lavoratori.
Sono state infatti ribadite le difficoltà finanziarie del consorzio. Difficoltà derivate dall'impossibilità di stornare tempestivamente fatture Asl relative al 2008 e nella mancata riscossione di debiti che il comune di Fiuggi avrebbe maturato nei confronti del consorzio Gaia e che il comune non avrebbe intenzione di pagare neanche nel prossimo futuro. Daniela si è così accampata all'interno della palazzina medica e ha annunciato come non intenda spostarsi fino a quando non avrà ottenuto ciò che le spetta. Lo scorso anno Daniela era stata costretta a vendere i propri gioielli e il loculo di famiglia pur di far mangiare i figli, come lei stessa ci raccontò. Durante lo sciopero di giugno, si incatenò davanti ai cancelli della Fonte Bonifacio VIII per manifestare nei confronti dell'azienda. Già all'epoca si temeva per la sua salute perché Daniela è diabetica e deve costantemente misurare il tasso di glicemia nel sangue e conseguentemente prendere l'insulina. Ora, però, la situazione è veramente drammatica, perché Daniela non ha intenzione di tornare indietro: «Non ho più nulla da perdere, questa azienda mi ha tolto tutto, ma non la dignità, di scegliere come e quando morire».
Nei prossimi giorni si attendono ulteriori forme di protesta da parte dei lavoratori, oramai allo stremo delle forze e senza più aspettative.
Francesca Ludovici
18/11/2008
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