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Videocon, si muove il ministero

Incontro abbastanza positivo ieri mattina presso il Ministero delle attività produttive tra i rappresentanti del Governo e le segreterie nazionali dei sindacati per cercare una soluzione alla grave vicenda della Videocon di Anagni.

In ballo ci sono 1.000 esuberi che rischiano di diventare altrettanti licenziamenti. Però qualcosa si sta muovendo. Da indiscrezioni sembra che il Ministero abbia garantito la disponibilità ad attivarsi assicurando il proprio impegno per una soluzione che dovrebbe salvare l'intera forza lavoro. La volontà c'è ed è importante agire ora prima che sia troppo tardi. Già nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì o mercoledì ma è tutto da confermare, dovrebbe essere convocata una riunione al Ministero con la proprietà indiana dello stabilimento anagnino al fine di conoscere le reali intenzioni circa l'attività produttiva di riconversione, così come vorrebbero le parti interessate e così come dettato dai patti firmati nel contratto di programma del 2005. Ci sarebbero anche, ma il condizionale è d'obbligo, serie intenzioni da parte del governo di verificare la possibilità di affiancare patners economici alla proprietà in grado di soddisfare le richieste, ma soprattutto di far tornare in attività uno degli stabilimenti più importanti dell'intera valle del Sacco. È logico però che nel caso ci fossero società italiane e straniere interessate all'acquisto o alla comproprietà è fondamentale il placet della Videocon e per questo è importante agire con molta prudenza evitando errori che potrebbero compromettere l'intera operazione. Di fatto centinaia di famiglie stanno da due anni con il fiato sospeso, la cassa integrazione prorogata nel maggio scorso scadrà fra sette mesi e l'inattività dell'importante stabilimento sta creando non pochi problemi all'intero indotto creando una crisi che potrebbe portare circa 3000 dipendenti sulla strada.
Le premesse dovrebbero esserci e le istituzioni, dai comuni alla provincia e alla regione, stanno lavorando affinché il Governo trovi una soluzione. È utile non dimenticare che dalle sorti di questa azienda dipende anche il destino della Tdi Sistems, il centro di ricerca e sperimentazione tecnologica sorto dalle ceneri della Tdi Research e che in quarant'anni ha prodotto brevetti venduti in tutto il mondo.
 

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Gaetano D'Onofrio

15/11/2008

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