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Cronaca

L'ombra del cianuro nel fiume Rio

Cianuro nel terreno, blitz ieri mattina degli uomini del corpo della Forestale e dei tecnici dell'Arpa Lazio in un'area della zona industriale di Frosinone.
 

cianuro Un gruppo di esperti ha prelevato campioni fangosi al fine di accertare la presenza nel terreno del temibile veleno. Gli accertamenti sono iniziati qualche tempo fa quando proprio in quella zona, a pochi passi da una ditta che produce materiali in metallo, si è verificata una morìa di animali.
Secondo alcune indiscrezioni trapelate la morte sarebbe stata causata da avvelenamento. Da qui le indagini che sono seguite. Per la cronaca, va detto, proprio un mese fa, il titolare di quella ditta venne denunciato per abbandono di rifiuti pericolosi.
I primi esami che furono portati avanti rilevarono la presenza del cianuro nelle acque del Rio, affluente del fiume Cosa. Va da sè che tale situazione è stata sottoposta al vaglio della procura.
Ieri mattina, il magistrato che si sta occupando delle indagini ha delegato gli uomini della Forestale ed Arpa Lazio a prelevare ulteriori campioni di terra per poterli esaminare al microscopio.
Forte il sospetto che l'azienda scarichi il potente veleno nel Rio.
Inutile dire che se gli accertamenti daranno esito positivo si dovrà lavorare alacremente per poter arginare uno scempio ambientale di tali proprorzioni.
Nei prossimi giorni verranno resi noti i risultati degli esami effettuati in laboratorio sui campioni di terra.
Dicevamo forte il sospetto che nel terreno e nell'acqua sia presente il cianuro di potassio. Questo è il sale dell'acido cianidrico che più comunemente viene utilizzato nella ricerca chimica, nelle industrie di estrazione di metalli preziosi e in alcuni processi di sintesi. Il cianuro di potassio è un potentissimo veleno. Il cianuro di potassio, se ingerito in piccole dosi, ha sapore acre e causa rapidamente morte per anossia istotossica: irritazione-intorpidimento della gola, ansia e confusione, vertigini e dispnea. La vittima perde velocemente conoscenza, convulsioni ed infine morte per arresto respiratorio e cardiocircolatorio.

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Marina MIngarelli

13/11/2008

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