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Videocon, l'ora della speranza

Una delegazione composta da lavoratori ed esponenti delle varie sigle sindacali Videocon è stata ricevuta ieri mattina a Palazzo Chigi da alcuni rappresentanti del Governo.

Tra questi c'era Paolo Sabatini, coordinatore nazionale della Sdl Intercategoriale, al quale abbiamo chiesto quali sono state le richieste rivolte al Governo e in quali termini. «Principalmente abbiamo avanzato tre richieste. La prima riguarda l'impegno a mantenere i fondi stanziati nel contratto di programma, così da salvaguardare eventuali futuri investitori nel caso in cui la famiglia indiana Dooth dovesse decidere di non voler procedere nella riconversione dello stabilimento di Anagni. Come secondo punto, abbiamo chiesto l'impegno del Governo a esercitare le debite pressioni nei confronti della proprietà con tutte le armi diplomatiche possibili. La terza ed ultima richiesta è stata quella di cercare di favorire un incontro tra organizzazioni sindacali e proprietà aziendale così da evitare questo stato di incomunicabilità che dura ormai da troppo tempo». Alla manifestaizone di ieri era presentate anche l'on. Antonello Iannarilli che sta seguendo attentamente la vicenda Videocon. «Ho contattato subito la segreteria del ministro Scajola - ha dichiarato il deputato azzurro - per avere delucidazioni sulla situazione attuale e sulle iniziative che il ministero intende intraprendere. Il responsabile mi ha spiegato che sta lavorando intensamente per cercare di arrivare al più presto ad una soluzione che riesca a salvaguardare, in primis, gli interessi dei lavoratori».
Precipita, invece, la situazione che riguarda il Consorzio Farmaceutico Bioprogress che ha sede in località Paduni ad Anagni. I lavoratori, in sciopero da qualche giorno, promettono di dare vita oggi stesso a manifestazioni di protesta non meno eclatanti di quelle di qualche settimana fa quando per aiutare a scendere alcuni operai dai tetti dello stabilimento si era reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. Per Alessandro Piscitelli, segretario provinciale Uil - Cem, lo sciopero di questi giorni è dovuto alla «grave mancanza di fiducia delle maestranze nei confronti dell'azienda in quanto manca un vero e proprio piano industriale di rilancio e, inoltre, non c'è un'organizzazione che abbia requisiti ritenuti validi dagli stessi lavoratori».
Ma veniamo alla questione che riguarda lo stabilimento Marangoni Tyre: paradossalmente quella che nei giorni scorsi era considerata la situazione più difficile, oggi lascia intravedere spiragli per una risoluzione positiva. Dopo una riunione durata svariate ore con la dirigenza aziendale, le organizzazioni sindacali sono riuscite a trasformare i 151 licenziamenti preventivati dall'azienda in cassa integrazione straordinaria per un anno, avendo aperto una procedura di mobilità per coloro che non si opporranno al licenziamento. In ogni caso, fanno sapere in una nota le organizzaizoni sindacali, nei prossimi giorni sono previste verifiche e impegni sia da parte dell'azienda stessa che da quella dei lavoratori dello stabilimento che ha sede in via Anticolana.

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Ivan Quiselli

30/10/2008










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