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«Solidarietà sì, ma senza estremismi». Il direttivo dell'Udc di Sora interviene con posizioni non certo scontate sulle dimissioni di Michele Mele da segretario provinciale che, inevitabilmente, si rifletteranno anche sugli equilibri nel consiglio comunale sorano nel quale finora lo stesso Mele ha occupato il ruolo di capogruppo del suo partito.
I componenti del direttivo avrebbero «preferito che coloro i quali, oggi, si stracciano le vesti invocando un ripensamento» di Mele sulle «sue irrevocabili dimissioni, avessero assunto la stessa posizione in tutte quelle innumerevoli circostanze in cui dirigenti e amministratori dell'Udc abbandonavano il Partito. Uno per tutti, l'amico Carlo Gagliardi di Frosinone, per il quale non solo non è stata spesa nessuna parola, ma qualcuno si è "divertito" a dare interpretazioni di comodo alla lettera di dimissioni che lo stesso Gagliardi aveva inviato al Comitato provinciale». Ma c'è di più. «Avremmo preferito - continuano - che la pur legittima e condivisibile richiesta rivolta al segretario dimissionario non fosse stata condita da riferimenti livorosi a fatti e situazioni accadute nelle settimane scorse, su cui peraltro il Partito, tutto insieme, era riuscito a trovare una sintesi per ricominciare in maniera decisa». Ma, soprattutto, il direttivo Udc avrebbe «gradito che i due vicesegretari provinciali del Partito, non concludessero il loro appello con la minaccia che se il segretario nazionale e regionale non dovessero ritenere di assumere iniziative tali da far recedere Michele Mele dalla sua decisione, le considerazioni e le scelte dello stesso Mele potrebbero essere seguite da molti, la maggioranza non solo politica, ma anche elettorale del partito». E qui la stilettata. «Non entriamo, ovviamente, sulla discutibile affermazione che De Santis e Vecchi rappresentano la maggioranza: di chi, di che cosa? È un linguaggio, questo, che non ci appartiene e che non aiuta il Partito a rimettersi sulla giusta carreggiata». Quindi non volendo alimentare altre polemiche si associano a quanto dichiarato dal consigliere provinciale Ernesto Tersigni che «ha manifestato solidarietà all'amico Mele, soprattutto in riferimento alle ragioni strettamente personali e famigliari che lo avrebbero indotto a dimettersi». Quindi si augurano che Mele «ritorni sui suoi passi, perché, francamente, non possiamo (e non vogliamo) ritenere che le sue dure parole sull'Udc e sui suoi vertici gli appartengano per davvero. Le sedi di partito, come Mele ha puntualmente ricordato, rappresentano il luogo adibito al confronto, al dibattito e alle discussioni».
Ciro Altobelli
28/10/2008
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